Pubblicato in: CRONACA

Il Circolo polare artico (curiosità )


Aurore boreali, ghiacci, orsi bianchi, notti di 24 ore… alcuni aspetti che riguardano i Paesi del Circolo polare artico sono piuttosto noti, ma ce ne sono altri, davvero curiosi, di cui si parla meno
* SI CHIAMA COSÌ PERCHÉ… Il termine “artico” deriva dal greco arktikos (“vicino all’Orsa”), che a sua volta viene da arktos, “orso”. Se state pensando agli orsi polari che popolano queste terre, però, siete fuori strada: il nome è ispirato alla costellazione dell’Orsa minore (Ursa minor), che ospita Polaris, la stella del Nord; e anche all’Orsa maggiore (Ursa maior), ben visibile nell’emisfero settentrionale.
*HA PIÙ ABITANTI DI QUANTI SI CREDA. Nonostante le difficili condizioni climatiche, il Circolo polare artico, che comprende parti di Russia, USA (Alaska), Canada, Finlandia, Svezia, Danimarca (Groenlandia), Norvegia e l’isola islandese di Grimsey, può vantare circa 4 milioni di abitanti. La sua economia si aggira intorno ai 230 miliardi di dollari annui, equivalente al PIL di Paesi come l’Irlanda e il Portogallo. Nella foto, alcuni bambini di Ilulissat, Groenlandia.
* IL PRIMO ESPLORATORE. La tradizione assegna l’onore di essere stato il primo a raggiungere il Polo Nord geografico all’esploratore statunitense Robert Peary (1856-1920), ma secondo alcuni questo primato spetterebbe in realtà a Matthew Henson (nella foto), assistente di Peary e primo esploratore artico afroamericano. Nel 1909, Peary, Henson e quattro Inuit provarono a raggiungere il Polo Nord. Pare tuttavia che Peary fu costretto a desistere, o quantomeno a rallentare la marcia prima di arrivare alla meta, per un principio di congelamento agli arti. In base a questa narrazione, Henson andò in avanscoperta e addirittura oltrepassò il nord geografico di un paio di chilometri: tecnicamente raggiunse il Polo Nord 45 minuti prima di Peary, tanto che quando tornò indietro vide il segno delle sue orme, come avrebbe raccontato in un’intervista alcuni anni dopo.
* L’OCEANO ARTICO È IL PIÙ PICCOLO AL MONDO. Il Mare glaciale artico si estende per 14.060.000 km quadrati. Per fare un confronto, l’Atlantico ha una superficie di 106.450.000 km quadrati, il Pacifico di 161.800.000 km q.
* LA NOTTE POLARE È “GIOVANE”. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, alcune regioni artiche, d’inverno, brulicano di vita, e si animano ancor più che in estate. Secondo uno studio pubblicato lo scorso anno su Current Biology, la biodiversità, i ritmi di riproduzione, l’abbondanza di plancton, crostacei, merluzzi e molte specie di uccelli nell’Artico durante la notte polare sono simili o persino maggiori di quelle registrate nei mesi estivi. Nella foto, una volpe artica.
* DEVE MOLTO ALLA CACCA DI UCCELLO. Secondo uno studio apparso su Nature Communications, le imponenti quantità di escrementi rilasciate dagli uccelli artici rilasciano a loro volta gas che contribuiscono alla formazione di nuvole, e quindi a raffreddare, con l’ombra, le terre sottostanti.
*OSPITA LA BANCA PIÙ IMPORTANTE (E SORVEGLIATA) DEL MONDO. Ossia la Global Seed Vault, una cassaforte che contiene i semi di oltre 4.000 specie di piante e li protegge da guerre, cambiamenti climatici, estinzione, carestie.
* IL POLO NORD È PIÙ CALDO DEL POLO SUD. L’Artico è essenzialmente mare circondato da terre emerse; l’Antartide è invece un continente circondato dall’oceano. L’acqua sotto alla calotta glaciale artica intrappola facilmente il calore e mitiga la temperatura (contribuendo anche alla fusione dei ghiacci). In Antartide, lo strato di ghiaccio si trova sollevato fino a oltre 2,7 km di quota dall’acqua, e l’effetto di mitigazione del mare si fa sentire meno: le temperature medie estive al Polo Nord si aggirano intorno ai 0 °C, mentre al Polo Sud rimangono sui -27 °C.
* HA UN PROPRIO FORUM DI DISCUSSIONE POLITICA. Il Concilio Artico è un organismo di discussione intergovernativo che riunisce i rappresentanti delle popolazioni indigene dell’Artico, e serve a discutere le questioni geopolitiche, ambientali e sociali che riguardano le popolazioni e la vita naturale di questo territorio.
*BABBO NATALE ABITA QUI SOLO DA 150 ANNI. Fu il disegnatore statunitense Thomas Nast a immaginare Santa Claus come un vecchio e paffuto signore barbuto, sulle pagine dell’Harper’s Weekly, per una campagna commerciale intorno al 1860. Quelle illustrazioni contribuirono a creare il personaggio di Babbo Natale nell’immaginario comune, e Nast lo collocò “di casa” al Polo Nord perché quel luogo stava catturando l’immaginario collettivo grazie alle frequenti spedizioni scientifiche di quegli anni. San Nicola, il personaggio storico a cui il mito di Babbo Natale si ispira, era originario di ben altre latitudini: visse in Turchia.
http://www.focus.it/scienza/scienze/cose-che-forse-non-sai-sul-circolo-polare-artico

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