Pubblicato in: CRONACA

Fratelli d’Italia, divisi su tutto


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Vittorio Emanuele II, Cavour, Mazzini e Garibaldi; le differenti concezioni sul ruolo del capo e delle masse negli artefici del Risorgimento

Vittorio Emanuele e il suo ministro Cavour operarono per l’unificazione detestandosi reciprocamente e con scontri molto animosi, mentre condivisero l’odio per Mazzini, che li ricambiò con eguale sentimento. Garibaldi, in un primo tempo seguace di Mazzini, se ne distaccò, accantonando l’ideale repubblicano, per collaborare con Vittorio Emanuele, al quale portò in dono il regno di Napoli, mentre ebbe forte avversione per Cavour, mai perdonandogli la cessione di Nizza, sua patria natale, alla Francia. A loro volta, il re e il suo primo ministro mostrarono nei confronti del Duce dei Mille stima e rispetto, ma accompagnati da sospettosa diffidenza.

Al di là del loro antagonismo, i quattro artefici del Risorgimento incarnarono, secondo le loro personalità fortemente diverse per origine, carattere, formazione e convinzioni, differenti concezioni del ruolo del capo e delle masse nella lotta per l’unificazione italiana.

http://www.lastampa.it/2016/12/04/cultura/fratelli-ditalia-divisi-su-tutto-KSexoVYebRAWvSJL8kuRvL/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

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