Pubblicato in: CRONACA

Fabrizia Di Lorenzo come Giulio Regeni e Valeria Solesin Nel suo diario l’Italia migliore


fabrizia

Come questi tre giovani con i quali non possiamo più condividere, purtroppo, l’unica ideologia che resiste alla storia: la passione. Per colpa dei loro assassini questo è stato un anno di dolore. Fabrizia, Valeria e Giulio non sono scappati. Non si può parlare per loro di esilio. Né tantomeno di «silenzio» e di «astuzia», le altre due armi del Dedalusjoyciano. Hanno parlato, invece, evitando compromessi con la passione.
Certo, venivano da un Paese che non offre opportunità per i giovani e che spesso li manda via. Ma sarebbe ingiusto ridurre la loro scelta, dovuta anche a questo, soltanto alla ricerca di una società più attenta. La loro patria era la diversità delle culture. E restavano legati ad un’Italia che non volevano lasciare affondare. Ce lo spiega, questo, il diario in pubblico di Fabrizia. Tutto è più limpido se chi usa i social media lo fa per lanciare segnali di conoscenza del mondo, per affidarsi alla forza delle idee.

http://www.corriere.it/cultura/16_dicembre_22/fabrizia-come-giulio-valeria-suo-diario-l-italia-migliore-d050d78c-c7c5-11e6-b6a3-9b0a9ecc738b.shtml

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