Pubblicato in: CRONACA

I racconti sotto l’albero adesso li fanno gli spot


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Concepiti come cortometraggi, sono firmati da registi blasonati e attingono dall’universo fiabesco, dal mondo dell’infanzia e dalla tradizione

Come si fa a scrivere una bella storia natalizia? Difficile, difficilissimo. O sei Dickens o sei Disney. Non ci prova (quasi) più nessuno. Meglio seguire John Grisham che tra le righe di un suo romanzo del 2001 suggeriva una «fuga dal Natale» (commerciale, invadente, ipocrita)? E invece i nuovi racconti arrivano, a sorpresa proprio dagli spot che inventano situazioni, mondi, sogni. Forse ha ragione Will Smith in «Collateral Beauty», controverso film appena uscito in America, quando dice che la pubblicità interpreta i temi fondamentali: l’amore, il tempo, la morte. In chiave leggera, certo. Come il bambino di Milka che crea una time machine per arrivare subito alla notte del 24. C’è stato un «liberi tutti» che attinge a piene mani dall’universo fiabesco, dal cinema, dalla tradizione, dall’infanzia. Ci sono volpi e pettirossi, pupazzi, attori famosi e un pizzico di ironia. C’è bisogno di storie perché la festa cominci.

http://www.lastampa.it/2016/12/21/societa/i-racconti-sotto-lalbero-adesso-li-fanno-gli-spot-AGEvqWFkfMoBk7TBcXF6nM/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

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