Pubblicato in: CRONACA

L’attentatore di Berlino Anis Amri ucciso a Sesto.


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Il questore: “Pericolosissimo, poteva colpire ancora”
La sparatoria. Le tre di notte in piazza I Maggio, zona stazione. Una volante del commissariato trova un uomo, un maghrebino. E’ a piedi, solo. Alla richiesta del capopattuglia di far vedere i documenti, dopo aver dichiarato di essere calabrese, estrae una pistola calibro 22 dallo zaino e spara, poi si nasconde dietro un’auto. Gli agenti rispondono al fuoco, sarebbe un colpo partito dalla pistola dell’autista della volante a ucciderlo.
Il ricercato numero uno in Europa, dunque era in Italia, a Sesto San Giovanni. Che si tratti di lui, “senza ombra di dubbio”, lo dice il ministro dell’Interno Marco Minniti. E lo dicono, prima ancora, gli esperti dell’antiterrorismo della Digos di Milano. Amri aveva una rete qui? Aveva contatti? A queste domande dovranno rispondere gli esperti dell’antiterrorismo e della Procura di Milano. “La cosa può portare anche a sviluppi futuri” aggiunge infatti il ministro. “Avrebbe potuto compiere altri attentati, era una scheggia impazzita, un latitante pericolosissimo” aggiunge il questore di Milano, Antonio De Iesu il quale precisa che Amri andava in giro “con la pistola carica e già pronta all’uso” come ha dimostrato, infatti, la prontezza con la quale ha sparato agli agenti.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/12/23/news/sparatoria_sesto_san_giovanni-154711759/

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