Pubblicato in: CRONACA

Addio all’anno rivoluzionario


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Con il 2016 si chiude un anno rivoluzionario che ha visto la Storia accelerare al punto da mettere a dura prova la nostra capacità di comprenderla ma rendendo più avvincente la possibilità di descriverla. I cambiamenti sono stati a tutto campo.
Sul fronte della politica l’Unione Europea per la prima volta ha perso una nazione – la Gran Bretagna – per volontà dichiarata dei suoi elettori, gli Stati Uniti hanno eletto presidente Donald J. Trump ovvero un tycoon estraneo ad ogni partito politico e quasi il 70 per cento degli italiani ha colto l’occasione di un referendum per esprimere in maniera schiacciante scontento nei confronti del governo innescando un cambio di premier: si tratta di tre frutti del crescente scontento del ceto medio nelle democrazie avanzate dovuto a impoverimento, disagi e carenza di protezione sociale. Sul fronte della sicurezza gli attacchi dei jihadisti nelle città dell’Occidente – da Nizza a Bruxelles fino a Orlando – testimoniano la violenza spietata di un movimento terroristico che punta a colpire noi per conquistare il potere nel mondo arabo-musulmano. Spingendo alla fuga verso l’Europa una massa di migranti in cerca di pace e prosperità.
Il dramma di Aleppo, l’ecatombe in Siria e le fosse comuni disseminate dall’Iraq alla Libia descrivono l’immensità del dolore che i jihadisti riversano sul mondo dell’Islam nel tentativo di sottomettere oltre un miliardo di anime ad un dispotismo oscurantista.
Sul fronte dei costumi collettivi il trionfo dei PokemonGo, la folla che cammina sull’acqua grazie alle invenzioni di Christo e la passione per il turismo spaziale suggeriscono come l’innovazione sta per raggiungere l’immaginazione. E bisogna guardare all’orizzonte della scienza per comprendere quanto lontano possiamo arrivare: l’agricoltura verticale capace di produrre raccolti indipendentemente dalle stagioni, la protezione legale in America degli investimenti privati sui corpi celesti, i piani per l’esplorazione cosmica oltre il Sistema Solare, l’uso di grandi telescopi per studiare il comportamento degli abitanti delle megalopoli e la ricostruzione hi-tech degli organi umani fuori del corpo per poter sconfiggere le malattie ancora incurabili suggeriscono come la creatività dell’uomo sta raggiungendo frontiere che sfidano la fantasia. Negli ultimi 12 mesi abbiamo raccontato fatti, storie, retroscena ed emozioni di questo anno rivoluzionario grazie ad una conversazione costante con i nostri lettori – sulle piattaforme digitali, sulla carta come in incontri faccia a faccia, nei quartieri e sul territorio – perché quando la Storia accelera l’interazione fra chi scrive e chi legge aumenta, diventa più intensa e consente di raccontare meglio ciò che ci avviene intorno. Quando si tratta di tragedie naturali come i terremoti che hanno flagellato l’Italia Centrale e le alluvioni che hanno colpito il Nord-Ovest ma anche quando la sfida è raccontare le imprese degli eroi olimpici o dei protagonisti del grande intrattenimento.

Sono queste ragioni a spiegare perché il 2016 è stato tanto intenso quanto istantaneo: ha cambiato le nostre vite in maniera tale da spingerci a guardare in avanti con indubbia curiosità a cosa ci riserverà il 2017.

http://www.lastampa.it/2016/12/25/cultura/opinioni/editoriali/addio-allanno-rivoluzionario-jcLkXjvoNC6ege3jTDEhjP/pagina.html

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