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La banda della lira: tesoro miliardario.


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C’è ancora una montagna di vecchie lire che non sono state mai convertite in euro. Soldi che non appartengono a piccoli risparmiatori poco accorti quando è entrata in vigore la moneta unica europea.
Sono soldi messi assieme come minimo da evasori fiscali, da imprenditori che facevano nero e che hanno poi portato il denaro in Svizzera. E magari si tratta di denaro sporco proveniente da spaccio o rapine.

Ma perché ora si parla di questo denaro? A fine 2011, mancano pochi mesi a quando le lire non si potranno più cambiare. Il limite di dieci anni e due mesi, utili per il cambio, stabiliti quando è entrato in vigore l’euro scadono il 28 febbraio del 2012.
I due mesi sono fondamentali per i proprietari dei miliardi di lire: la maggior parte dei reati, compresi tutti quelli di natura fiscale, si prescrivono infatti dopo dieci anni. Significa che a partire dal 2 gennaio dei 2012, in teoria, chiunque denunci il possesso di lire non avrà problemi con la giustizia.
Ma il Governo Monti allora in carica, anticipa di tre mesi la scadenza per accedere al cambio e mette nei guai i possessori di lire. Lo scorso anno Corte Costituzionale dichiara illegittima la norma.
Ora la Banca d’Italia
dice che i termini per poter accedere al cambio sono riaperti per chi aveva presentato domanda a suo tempo. Nessuno dei venti clienti di Faraon, però lo aveva fatto. Nel frattempo la Banca d’Italia ha segnalato, come operazione sospetta la richiesta, a Guardia di Finanza e Dia.

http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2017/01/08/news/la-banda-della-lira-tesoro-miliardario-il-giallo-porta-a-spinea-1.14681939

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Incerti, flessibili, ma soprattutto liquidi.


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Sì, siamo diventati un po’ tutti così: nella vita quotidiana, nel lavoro, nelle relazioni affettive. Lo sostiene Zygmunt Bauman, uno dei più autorevoli interpreti della post-modernità
La società di oggi affronta una crisi che si può ritenere permanente. I flussi incessanti di merci, capitali, immagini, idee, migranti mettono in crisi continuamente l’organizzazione sociale.
Il termine usato da Bauman per descrivere l’insieme di queste situazioni è, appunto, liquido: precario, incerto, flessibile, turbolento, instabile, effimero, volatile, transitorio e via dicendo ne sono sinonimi. Ma l’aggettivo liquido è particolarmente significativo. I liquidi, infatti, a differenza dei corpi solidi, non mantengono una forma propria. Essi sono sempre inclini a cambiarla e a muoversi con estrema facilità.
A differenza dei corpi solidi che mantengono una forma propria e definite dimensioni (e, quindi, stabilità nello spazio e nel tempo), i liquidi si muovono con estrema facilità. È come se i solidi, con la loro fissità, annullassero il tempo, mentre, per i liquidi, esso è un elemento che condiziona la loro struttura e la loro conoscenza. È nel tempo che si registrano le diverse posizioni del liquido.
È per questo che il tempo diviene la categoria fondamentale della società liquida, in quanto società del cambiamento continuo. Una società, dunque, può essere definita liquida se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano in continuazione e, spesso, prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi (radice da solido) in abitudini e procedure: processi, strategie di vita e di lavoro, comportamenti invecchiano rapidamente e diventano obsoleti, prima che gli stessi attori abbiano la possibilità di apprenderne completamente tutte le implicazioni.

http://www.aidp.it/riviste/articolo.php?id=1&ida=466&idn=72&idx=72-3

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Gelo sull’Italia, a Chieti porta “murata” dalla neve.


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Succede a Torrebruna, un comune di 859 abitanti della provincia di Chieti, a 845 metri di altitudine. Per uscire di casa – scrive il sito Abruzzolive.it – i residenti sono stati costretti a spalare la neve. “Per chi se lo stesse chiedendo – spiega Alessia D’Ortona, autrice dello scatto – la foto è autentica. La neve ha raggiunto il metro e mezzo, questo è solo accumulo eolico, ma la situazione rimane comunque grave nella nostra zona”

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/01/09/foto/gelo_sull_italia_a_chieti_porta_murata_dalla_neve-155670162/1/?ref=HRESS-3#2

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Neanche il 2017 sembra l’anno delle donne


10-gennaio-neanche-il-2017-sembra-lanno-delle-donneSul fronte dei maltrattamenti manca un piano anti violenza concordato con le organizzazioni specializzate su questo tema. I media ci bombardano di notizie negative, con femminicidi ogni due, tre giorni, ma poi non c’è la possibilità di fornire aiuto alle donne in difficoltà. Mancano centri anti violenza e i pochi che ci sono, per mancanza di fondi, rischiano di essere chiusi.