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Occupazione, stipendio, diritti: film che spiegano il mondo del lavoro


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Stipendio e diritti, dignità e lotta per tenersi il posto. Pellicole che si addentrano nel mercato del lavoro per scandagliare i meccanismi psicologici di chi l’occupazione che l’ha e non vuole perderla, chi è pagato per licenziare, chi deve controllare, chi spronare a rendere sempre di più. Il profitto non basta mai e per il capitale umano il braccio di ferro da affrontare a volte va di là dell’immaginazione.

Tempi moderni di Charlie Chaplin, 1936. Un capolavoro da vedere e rivedere che mette in scena il rapporto tra uomo e progresso, partendo proprio dall’alienazione causata dal lavoro in fabbrica, dalla ripetizione ossessiva dei gesti e dai ritmi disumani delle macchine. Non solo. Suscitando un sorriso, spesso struggente, e attraverso le continue avventure di Charlot e della Monella (Paulette Goddard) il film racconta anche recessione, disoccupazione, sfruttamento sociale, stakanovismo e capitalismo.

La classe operaia va in Paradiso di Elio Petri, 1971 Ludovico Massa detto Lulù (Gian Maria Volonté) ha 31 anni, è operaio da 15 anni e mantiene due famiglie grazie a ritmi di lavoro infernali. Amato dai datori di lavoro per la sua velocità, additata come modello da seguire, è odiato invece dai colleghi per suo servilismo. In verità, Lulù è sfiancato e alienato dal lavoro e non gli restano energie per godersi vita al di fuori della fabbrica. Tutto cambia il giorno in cui, per un incidente sul lavoro, perde un dito.

Paul, Mick e gli altri (The Navigators) di Ken Loach, 2001 Licenziamenti, incentivi e lavoro interinale. Il film si ispira alla privatizzazione delle ferrovie britanniche avvenuta nel 1995 e ai conseguenti problemi per gli operai inglesi delle società Connex South Central e Connex South Eastern. Tra diritti sindacali calpestati e condizioni di sicurezza sempre più precarie quattro amici formeranno una nuova squadra di lavoro. Imprevisti e segreti li attendono.

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Clare Hollingworth: la giornalista dello ‘scoop del secolo’


polonia
Clare Hollingworth è morta a 105 anni, a Hong Kong, dove aveva deciso di vivere dopo essere andata in pensione. Inglese del Leicestershire, è stata tra le prime donne a imporsi nel giornalismo passando alla storia per lo “scoop del secolo”. Nel 1939 fu la prima cronista a dare la notizia dell’invasione tedesca in Polonia. Tenne il telefono fuori dalla finestra per far sentire il rumore dei carri armati che oltrepassavano il confine. All’ambasciata britannica infatti non volevano crederle. Una donna, allora, era poco attendibile. Lei invece sapeva perfettamente di cosa stava parlando: si trovava infatti da anni in Polonia, prima per aiutare i profughi in fuga dalla Cecoslovacchia, e poi da giornalista. Era stata assoldata dal direttore del Daily Telegraph, ammaliato dalla sua esperienza oltremanica. Viaggiatrice per passione e curiosa per indole, seguì la Seconda Guerra Mondiale tra Turchia, Grecia ed Egitto. Raramente si tirò indietro e arrivò a gettarsi col paracadute insieme alle truppe alleate. Al termine della guerra rimase un’inviata dal fronte. Seguì in prima linea i conflitti in Palestina, Algeria e Vietnam. Scampò alla strage all’hotel King David a Gerusalemme, dove morirono 91 soldati britannici e fu la prima, e l’ultima, a intervistare lo scià Reza Pahlavi. Nel 1973 divenne la corrispondente da Pechino per il Telegraph e nel 1981 andò in pensione. Visse gli ultimi anni della sua vita a Hong Kong, dove trascorreva la maggior parte del tempo frequentando il Foreign Correspondents Club, un ritrovo per giornalisti stranieri. Nel 1990, a 79 anni, sperava ancora di poter seguire un conflitto: la Guerra del Golfo. Dormì per 5 giorni sul pavimento, per preparasi al meglio, ma non fu mai inviata al fronte. Con lei se ne va una grande protagonista del Novecento, un secolo cruento vissuto prima con i suoi occhi e poi raccontato con le sue parole

http://www.repubblica.it/esteri/2017/01/11/foto/clare_hollingworth_la_storia_della_giornalista_britannica_deceduta_a_105_anni_scoop_del_secolo_invasione_polonia_nazisti-155821868/1/?ref=HRESS-5#1