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Ambasciata palestinese in Vaticano, Abu Mazen: “Palestina riconosciuta”


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Dopo l’incontro con papa Bergoglio, oggi il presidente palestinese Abu Mazen si è recato in via di Porta Angelica per l’inaugurazione dell’ambasciata palestinese presso la Santa Sede. “Il Vaticano ha riconosciuto completamente la Palestina come stato indipendente”, ha commentato Abu Mazen dopo l’incontro, “spero che altri stati prendano esempio dalla Santa Sede”. Poi una frecciata all’amministrazione Trump, che ventila l’ipotesi di spostare la sua sede da Tel Aviv a Gerusalemme: “Non aiuterà la pace”.

http://video.repubblica.it/vaticano/ambasciata-palestinese-in-vaticano-abu-mazen-palestina-riconosciuta/265118/265495

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Usa, la prima moneta con il volto di una donna di colore per Lady Liberty


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L’immagine prescelta per rappresentare la multi culturalità è «una donna afro-americana che in testa ha una corona di stelle e guarda davanti a sè, verso capitoli migliori nella storia della nazione». Riprende i valori simbolo della Statua della libertà finora sempre espressi solo da figure dalla pelle bianca.

La moneta è la prima di una serie che ogni due anni raffigurerà donne di varie etnie asiatiche, indiane, ispaniche «per riflettere la diversità etnica e culturale degli Stati Uniti». E anche per seguire la nuova tendenza, finora poco assecondata, di utilizzare immagini femminili sulla valuta americania C’è voluta, due anni fa, una grossa campagna d’opionione con tanto di sondaggio per decidere di mettere una donna sulle banconote verdi (finora c’era arrivata solo Marta Washington alla fine dell’Ottocento). Ad avere questo onore Harriet Tubman, ex schiava e abolizionista, nel 2020 apparirà sulla banconota da venti dollari e altre attiviste per i diritti su tagli minori. Ma per ora i riflettori sono puntati sulla Lady nera.

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/stati_uniti_prima_volta_donna_colore_moneta_lady-2195514.html

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Roma, targa per Matteotti vandalizzata: sfregio alla città


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La lapide era stata sistemata nel 2004, nell’ottantesimo anniversario dell’omicidio, sul lungotevere Arnaldo da Brescia

Matteotti appartiene alla storia di quel che è stato, non è un avversario, non è un nemico. Era l’uomo politico capace di portare alle estreme conseguenze il gesto democratico della denuncia, in grado di denudare il potere, le sue malefatte, i suoi scandali e i suoi intrallazzi e di intravedere il marcio dove tutti vedevano il nuovo.

Ecco perché non dovrebbe essere un nemico per nessuno. Comunque la pensi.
Eccetto per quella minoranza che ha deciso di collocarsi fuori dal rispetto di qualsiasi regola di civile confronto.

E per primi farebbero bene a isolare questa minoranza, e a prenderne le distanze facendosi trovare in maniche di camicia, bianca, a ricostruire quella targa, i tanti, dagli Alemanno agli Storace, che a quel mondo di teste rasate e croci celtiche, a quell’universo di casePound strizzano l’occhio giornalmente.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/01/13/news/roma_targa_per_matteotti_vandalizzata_sfregio_alla_citta_-155946950/

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Il fallimento del Jobs Act.


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Secondo la propaganda governativa, (accrescere l’occupazione),si sarebbe fatta marcia indietro rispetto alle misure di precarizzazione del lavoro messe in atto con intensità crescente negli ultimi decenni. Nei fatti, si è trattato di un provvedimento che ha semmai reso le condizioni di lavoro ancora più precarie, sia per l’introduzione di una nuova tipologia contrattuale (il contratto a tutele crescenti) che non stabilizza il rapporto di lavoro (ma rende più difficile e costoso il licenziamento al crescere dell’anzianità di servizio), sia per l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. In più, contrariamente agli obiettivi dichiarati, si è accentuato il dualismo del mercato del lavoro italiano, inserendo una inedita cesura – datata 7 marzo 2015 – fra lavoratori assunti con veri contratti a tempo indeterminato e lavoratori assunti con contratti a tutele crescenti.
Come da più parti previsto, si è trattato di un provvedimento del tutto inefficace, e per alcuni aspetti controproducente, per la crescita dell’occupazione. Dopo un aumento dell’occupazione ‘a tempo indeterminato’, evidentemente determinato dalla convenienza da parte delle imprese a riconvertire i contratti per avvalersi della detassazione, riducendosi i fondi pubblici per gli sgravi fiscali alle imprese, si è registrata una rapidissima inversione di tendenza: è aumentato il tasso di disoccupazione e i contratti sono diventati sempre più precari. In sostanza, si è trattato di un’operazione che ha temporaneamente “drogato” il mercato del lavoro italiano. Nulla più di questo, se non si fosse trattato di un vero e proprio spreco di risorse pubbliche per un obiettivo non raggiunto e verosimilmente non raggiungibile con gli strumenti utilizzati. Terminata questa fase, ci si ritrova in una condizione sotto molti aspetti peggiore della precedente, una triste eredità del Governo Renzi, per due ordini di ragioni.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-fallimento-del-jobs-act/

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Come sono nati i piumini invernali?


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La giacca impermeabile e imbottita, calda e leggera allo stesso tempo, fu ideata oltre 80 anni fa.

Il piumino invernale fu ideato dal commerciante ed escursionista di Seattle Eddie Bauer, dopo una battuta di pesca in Alaska quasi finita in tragedia. Bauer possedeva un negozio di articoli sportivi e da caccia, sapeva ideare indumenti e attrezzature su misura per i clienti e, soprattutto, aveva una vera passione per le attività all’aria aperta.

La brutta vicenda gli fece capire che non esisteva, sul mercato, una giacca abbastanza leggera, calda e impermeabile allo stesso tempo, per gli sport invernali. Ispirato dal racconto delle armate russe, che indossavano giacche imbottite di piume durante la guerra russo-giapponese in Manciuria, lavorò con alcuni fornitori di piuma d’oca per creare qualcosa di simile per i suoi clienti. Fu sua l’idea delle cuciture di cotone a forma di “rombo” sulla giacca: servivano per mantenere l’imbottitura aderente al corpo. La giacca fu brevettata nel 1940, ma nella registrazione non si menzionavano, curiosamente, le piume: il brevetto riguardava solo il tipo di cucitura; l’imbottitura avrebbe potuto essere di qualunque tipo.

http://www.focus.it/cultura/curiosita/come-sono-nati-i-piumini-invernali

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Torneremo a essere una Repubblica fondata sul lavoro?


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Dopo anni di liberismo imposto dall’appartenenza europea, o con la scusa dell’appartenenza europea, siamo a finalmente giunti a vanificare il primo articolo della Costituzione: quello per cui l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, che dunque deve esserci, ma anche e soprattutto essere assistito da diritti e da salari. Solo così il lavoro è veicolo di cittadinanza, capace di assicurare a sé e alla famiglia, come dice la Costituzione, un’esistenza libera e dignitosa.
Indubbiamente la sentenza della Corte costituzionale sull’art. 18 contribuisce non poco ad affossare i valori fondativi della Carta fondamentale. Però, la Corte costituzionale non ha portato solo brutte notizie. Ha ammesso gli altri referendum proposti dalla Cgil: quello per abolire i cosiddetti voucher o buoni lavoro, e quello per ripristinare la responsabilità solidale delle società appaltatrice e appaltante nei confronti dei lavoratori.Una campagna sui referendum sopravvissuti può insomma assumere significati simbolici che vanno oltre gli specifici quesiti. Può far parlare di lavoro, ma anche di Stato sociale, sempre più privatizzato attraverso forme di assistenza e previdenza integrative, magari combinate con alchimie come il welfare aziendale.
Insomma, abbiamo di fronte a noi una campagna referendaria sul tema dei temi: il lavoro. E l’occasione per selezionare i compagni di strada per una sinistra che voglia ripartire dal lavoro, senza ambiguità, prime fra tutte quelle che affliggono anche il sindacato che ha raccolto le firme sui quesiti referendari.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/torneremo-a-essere-una-repubblica-fondata-sul-lavoro/