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Giorno della memoria. L’oro di Roma.


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” Noi tedeschi consideriamo voi ebrei come nemici e come tali vi trattiamo. Non abbiamo bisogno delle vostre vite, né di quelle dei vostri figli, abbiamo bisogno invece del vostro oro. Entro trentasei ore voi dovete versare cinquanta chilogrammi di oro altrimenti duecento ebrei saranno presi e deportati in Germania”. Sono le parole  del Comandante la polizia tedesca di Roma Herbert Kappler..

Portata a conoscenza della maggior parte degli ebrei residenti a Roma richiesta tedesca, in breve volgere di tempo perveniva da parte di costoro un’offerta di oggetti di oro i quali spesso, specialmente quando trattavasi persone non abbienti, costituivano cari ricordi di famiglia. Anche molti cattolici offrivano oggetti d’oro con grande slancio di solidarietà. Alcuni non potevano versare dell’oro, contribuivano con danaro. La Santa Sede, venuta a conoscenza del fatto, faceva sapere spontaneamente in via ufficiosa che, qualora non fosse stato possibile raccogliere entro il termine stabilito l’oro richiesto avrebbe messo a disposizione la differenza che le sarebbe stata rimborsata quando Comunità fosse stata in grado di farlo.
Poco prima della scadenza delle trentasei ore venivano raccolti e consegnati, cinquanta chilogrammi di oro e 2.021.540lire.

Sebbene  Kappler avesse promesso che col pagamento dell’oro gli ebrei di Roma non sarebbero stati molestati, tuttavia il 16 ottobre 1943 veniva effettuato in questa città un organizzatissimo rastrellamento di ebrei, tristemente famoso nella mente della cittadinanza romana .In questa tragica caccia all’uomo erano rastrellati più di 1000 ebrei i quali, alcuni giorni dopo, erano deportati in campi di concentramento. Di costoro e dei 1000 ebrei circa catturati nei mesi successivi ed inviati pure in campi di concentramento,al termine della guerra,solo meno di dieci facevano ritorno alle loro case.

http://www.storiaxxisecolo.it/Resistenza/resistenza2c11.html

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Rigopiano, la distruzione nelle immagini del Soccorso alpino


Automobili conficcate nella neve, tronchi d’albero che spuntano dalle pareti del varco creato dalle ruspe e macerie ovunque. Nelle immagini del Soccorso alpino e speleologico del Lazio, gli effetti della valanga che lo scorso 18 gennaio ha travolto l’hotel Rigopiano a Farindola, in Abruzzo

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/01/24/foto/rigopiano_la_distruzione_nelle_immagini_del_soccorso_alpino-156739125/1/?ref=HRER3-1#6