Pubblicato in: CRONACA

Il business della carità. Ottanta euro su 100 bruciati in stipendi e corruzione


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Secondo lo Human development report dell’Onu l’Africa subsahariana, dove si concentra la gran parte dei paesi beneficiari dei progetti di cooperazione, rappresenta oggi un terzo della povertà mondiale rispetto a un quinto del 1990.
Circa l’80% delle somme stanziate finanzia il funzionamento delle strutture, o si perde per strada per quella che i professionisti del settore chiamano, con un eufemismo, la “volatilità”: la corruzione, o la non disponibilità ad abbassare il proprio tenore di vita.

Quattrocentomila euro l’anno era l’affitto pagato a Roma per una villa sull’Appia Antica dal nigeriano Kanayo Nwanze, presidente dell’Ifad, l’agenzia dell’Onu che ha come missione quella di sradicare la povertà. Ma in un mondo in cui aumentano, contestualmente, diseguaglianze, conflitti e profughi – 60 milioni solo nel 2016, la cifra più alta mai registrata – esistono alternative alla cooperazione?

http://www.lastampa.it/2017/01/30/italia/cronache/il-business-della-carit-ottanta-euro-su-bruciati-in-stipendi-e-corruzione-aoM2FE3qkBwSmP7VRwVO5K/pagina.html

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