Pubblicato in: CRONACA

L’ombra della salmonella dietro al collasso azteco


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L’epidemia che nel XVI secolo decimò le popolazioni dell’odierno Messico, portando al collasso della società azteca, potrebbe essere stata causata da una forma di salmonella portata dai conquistadores. Il DNA del batterio è stato trovato nei resti di sepolture che risalgono a un periodo attorno al 1540: è la prima evidenza genetica dell’identità del patogeno che uccise l’80% di questa popolazione del Nuovo Mondo.
Il DNA batterico rinvenuto nei corpi coincide con quello della Salmonella enterica, in particolare del ceppo Paratyphi C, che ancora oggi uccide il 10-15% delle persone infettate, nei Paesi in via di sviluppo. Si trasmette attraverso le feci ed è ragionevole che sia stato questo batterio, in una società il cui ordine sociale era al collasso, a causare una delle peggiori epidemie, paragonabile soltanto alla peste nera europea.

Verosimilmente, il patogeno fu importato dall’Europa: un secondo studio, dell’università di Warwick (UK), ha dimostrato l’esistenza del Paratyphi C in una donna norvegese vissuta intorno al 1200, cioè circa 300 anni prima del periodo di cui parliamo. Non è una prova diretta, ma dimostra che il batterio era già presente in Europa, prima di diffondersi nel Nuovo Mondo

http://www.focus.it/cultura/storia/la-salmonella-e-la-fine-degli-aztechi

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