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Polaroid: molto prima di Instagram, la conquista dell’istantanea


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Settant’anni fa la prima versione della pellicola destinata a cambiare la storia della fotografia. Il mito rivive ancora oggi nel formato quadrato di Instagram, il social degli scatti dal sapore vintage.
Le Polaroid furono le prime fotografie completamente addomesticate, nel senso che quel passaggio dal negozio all’angolo (che fece la fortuna della Kodak) per la stampa e lo sviluppo non era più necessario, e tutto il processo fotografico, finalmente, tornava finalmente sotto il controllo del fotografo, senza più interventi di estranei (cosa che rese la Polaroid molto utile a due categorie di fotografi molto particolari: i pornografi e i terroristi). Mentre oggi che qualsiasi fotografia è immediata sembra essere diventato un obbligo condividerla immediatamente con milioni di sconosciuti.

http://www.repubblica.it/tecnologia/2017/02/27/news/polaroid_ben_prima_di_instagram_la_conquista_dell_istantanea-159384481/?ref=RHRD-BS-I0-C6-P11-S2.6-T1

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La situazione in Europa tra divieti, eutanasia e suicidio assistito


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In svizzera residenti e non residenti possono richiedere il suicidio assistito. Nel 2014 vi hanno fatto ricorso circa 754 persone. Dall’estero la maggioranza delle richieste arriva da Germania, Regno Unito, Francia, Italia e perfino Stati Uniti. I motivi principali per cui vi si ricorre sono malattie neurodegenerative, tumori, malattie cardiovascolari. Il suicidio assistito differisce dall’eutanasia attiva perché i farmaci devono essere assunti autonomamente. Prima di morire, i pazienti ricevono aiuto psicologico mirato a farli desistere dalle proprie intenzioni. L’eutanasia attiva consiste invece nella somministrazione di farmaci letali ed è praticata in Europa in tre Paesi (nei Paesi Bassi dal 2001, in Belgio dal 2002 e in Lussemburgo dal 2009). Nel resto del continente è possibile praticare l’eutanasia passiva, ovvero, l’interruzione o la mancata attuazione dei trattamenti medici necessari alla sopravvivenza del paziente (respirazione, alimentazione o idratazione artificiale). Questo non è possibile in Italia, come testimonia tra gli altri il caso di Eluana Englaro. Non è possibile neanche in Irlanda, Polonia, Grecia e alcuni paesi dell’Europa Orientale. Tuttavia secondo un sondaggio realizzato da Ipsos Mori per The Economist, oltre il 60% della popolazione italiana è a favore dell’eutanasia. Un anno fa iniziava alla camera la discussione di una legge sul testamento biologico, ovvero un documento in cui si esprime in forma scritta e in condizioni di lucidità mentale la propria volontà circa i trattamenti sanitari che si intende accettare o rifiutare in caso di necessità. Ciò che si sta discutendo è dunque il diritto all’eutanasia passiva, già praticata in quasi tutto il resto d’Europa. Sui diritti l’Italia è fanalino di coda del continente.