Pubblicato in: CRONACA

El alma de Cuba


di Gianluca Bellentani

fidelQuesto terribile 2016, che ci ha tolto tanti artisti e personaggi famosi, si è portato via anche Fidel Castro, l’ultima icona del comunismo. Certo erano ormai 10 anni che aveva abbandonato il potere, lasciandolo nelle mani del fratello Raoul, ma la sua sola immagine, anche se vecchio e stanco, provocava sempre scalpore. Più volte si era detto che fosse già morto e che il regime cubano tenesse nascosta la cosa per evitare crisi interne ed invece lui ricompariva sempre, magari in tuta da ginnastica, alzando piano le ginocchia in una sorta di marcia militare. Stavolta invece non vi sono dubbi, Fidel Castro è morto all’età di 90 anni, come comunica al mondo lo stesso Raoul, in un discorso emozionato che si conclude con quella frase che ha sempre accompagnato la vita di Fidel: HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!

Mentre in Florida la comunità cubana (quella composta da coloro che hanno abbandonato l’isola dopo le espropriazioni del regime comunista) festeggia la morte del diablo comunista, a Cuba una folla silenziosa e incredula accompagna le ceneri del Líder Máximo nell’ultimo viaggio terreno. I leader europei mandano messaggi di circostanza e nessuno, tranne il premier greco Tsipras, vola a Cuba per far sentire la propria vicinanza. I vari leader europei, sono troppo impegnati in un summit con il “democratico” Erdogan per perdere tempo a presenziare alle esequie di Castro. Nella nostra Italia, presa com’è dal Referendum Costituzionale, che mette in secondo piano ogni altra notizia, la morte di Castro passa in secondo piano e i commenti e le analisi su quanto fatto da Fidel e su cosa sia diventata Cuba sotto di lui sono davvero poca cosa. Si pensa che sia morto un dittatore, uno dei tanti che il centro e sud America hanno avuto. Il giornalista Roberto Saviano, che per il suo stato di personaggio sotto scorta non è certo un globe-trotter, scrive un articolo in cui sottolinea il fatto che Cuba sia ancora sotto un regime totalitario, che non tollera alcuna voce di dissenso e che, se Castro ha dato ai cubani cure ed istruzione, ha però loro negato il bene più grande: la libertà. Un pensiero, questo, molto in voga in una gran parte della sinistra italiana. A Saviano e a tanti altri esperti di storia e di politica, una domanda molto semplice: Ma voi a Cuba ci siete mai stati?

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Provate ad andarci, lasciando da parte le vostre ideologie contro o a favore del comunismo. Andateci solo per conoscere Cuba e i cubani e non andate in posti come Cayo Largo o altri similari, che sono angoli di paradiso ma che non vi faranno certo capire quale sia davvero la realtà cubana. Andate direttamente a La Habana, la capitale, e prenotate solo il dormire, magari in una Casa Particular, dove una famiglia cubana mette a disposizione una parte della propria casa per pochi dollari. La differenza tra Cuba e altri Paesi sud-americani la trovate già al primo impatto, appena uscite dall’ aeroporto José Martí. Fuori non ci sono bambini che vi chiedono soldi o bande di teppisti che, se non fosse per i tanti poliziotti presenti in strada, vi accoltellerebbero per qualche dollaro. Al massimo trovate un ragazzino sveglio che, con un cordiale sorriso, vi dice “Él necesita un taxi, señor?”. Dite di sì e gli date un paio di dollari e lui vi chiede se “por favor” gli potreste dare anche il giornale che avete nella giacca. Gli rispondete che si tratta solo di un quotidiano che parla principalmente di questioni interne italiche e lui vi dice che segue sempre le vicende del nostro Paese e che, ogni volta che incontra un italiano appena arrivato, gli chiede il giornale (quanta differenza dai nostri giovani così ignoranti riguardo alle questioni del proprio Paese!).
Il taxi che arriva a prendervi vi lascia delusi: credevate di fare un giro su quelle coloratissime macchine americane degli anni ’50 e invece salite su una anonima e tristissima Lada sovietica, che davvero vi deprime. Appena salite, notate subito qualcosa di insolito: il posto all’interno è spaziosissimo, come mai avreste creduto fosse. Il taxista nota la vostra perplessità e ridendo vi spiega che “Il governo, per risparmiare carburante e non potendo importare né macchine nuove né pezzi di ricambio a causa dell’ embargo, ha deciso che, se hai due macchine dello stesso modello e una ha il motore inservibile, meglio saldarle insieme e adoperare un solo motore”.
patria-o-muerteCominciate il viaggio verso la vostra destinazione e, guardando in alto, notate grandi cartelli con scritte del tipo Patria o muerteoppureGrandes ideas no necesitan armas, si son capaces de involucrar a las grandes masas, che vi proiettano indietro nel tempo, a quando certi slogan erano quelli che voi da giovani urlavate nei cortei in piazza e vi viene da sorridere. Poi ne notate un altro che recita En el mundo, 40 millones de personas estàn muriendo de hambre. 100 millones de personas son analfabetas: nadie es cubano”. E qui il vostro sorriso si spegne e cominciate a pensare e a porvi domande. A un certo punto della strada, due ragazzine in una linda uniforme scolastica, fanno un cenno al vostro autista che scambia due parole con loro e poi le fa salire dietro con voi. Rimanete un po’ stupito della cosa ma il taxista vi spiega che il Governo ha imposto a tutti coloro che sono alla guida e hanno posti vuoti di caricare chi chiede un passaggio, per risparmiare carburante. Una sorta di car-sharing ma che a Cuba esiste ormai da oltre 25 anni. Le ragazzine ti guardano sorridendo e tu osservi i loro libri, tutti lucidi e perfetti che paiono appena stampati. Chiedi loro: “Nuevos?” E loro si mettono a ridere e ti mostrano la data di pubblicazione, che è di 10 anni prima. Mi spiegano che a Cuba il materiale scolastico è gratuito, ma tu devi conservarlo come una cosa personale, da trattare con la massima cura, in quanto dovrà servire anche agli altri. Finalmente arrivi a destinazione e mentre stai pagando la corsa noti che il taxista si tocca la testa, lamentando dolore: tiri fuori dalla tasca un analgesico per il dolore e lui ringrazia ma, invece di prenderlo, se lo mette in tasca (imparerò poi che magari lo baratterà con qualcosa d’altro).

1_baseballTu uomo europeo, rimani davvero stranito da certi comportamenti dei cubani. Un governo che spende il 65% del proprio P.I.L. in sanità, istruzione e sport e che non dà libri personali agli studenti? Possibile che anche un semplice analgesico sia quasi introvabile a Cuba? Eppure le cure sono gratuite per tutti i cubani e la medicina a Cuba è, per molte patologie, la migliore al mondo. Durante il tuo soggiorno nell’isola, noterai poi altre cose che davvero ti lasciano basito. Penseresti che gli USA, quello che dovrebbe essere il nemico più acerrimo, sia odiato, e così pure tante sue particolarità. Invece, vai in un bar e vedi la gente guardare interessata un film americano, parlato in inglese ma sottotitolato in spagnolo. Esistono registi cubani e anche doppiatori, ma al pubblico cubano piace guardare film americani in questo modo. Pensi che lo sport nazionale sia magari l’atletica e invece è il baseball, lo sport americano per eccellenza. Ti immagini che lo sportivo che tutti idolatrino sia un qualche asso del baseball e invece è un pugile, il grande campione dei pesi massimi Teofilo Stevenson, vincitore di 3 olimpiadi, a cui avrebbero fatto ponti d’oro negli Usa e in Europa se fosse passato professionista, ma lui non accettò mai e rimase sempre dilettante.

maleconDopo esserti riposato dal viaggio, ti incammini verso il centro città. Arrivi verso sera e rimani folgorato da tanta bellezza. A sinistra il sole che tramonta illumina i grandi palazzi dai colori pastello di una luce tenue e soffusa. A destra il Malecón, il lungomare che costeggia La Habana, comincia a spopolarsi dai vecchi pescatori per lasciare il posto a gruppi di giovani che scherzano tra di loro e da coppiette che si scambiano effusioni davanti al mare. Tantissimi giovani, dalla pelle bianca come il latte, ad altri neri come la pece, dai tratti europei e sudamericani, tutti insieme senza distinzioni. Ti fermi in un ristorante all’ interno, lontano dagli itinerari turistici, mangiando dei dolcissimi gamberi alla piastra, accompagnati da riso e fagioli neri e bevendo dell’ottima birra. Nel locale canta un piccolo gruppo di artisti cubani, che suonano per passione e cantano canzoni d’amore e di rivoluzione. L’atmosfera cubana comincia pian piano a prenderti e a fine cena li inviti al tuo tavolo, a bere del rum tutti insieme, ridendo e scherzando con loro.
Durante il tuo soggiorno sull’isola, prendendo il sole in spiaggia o andando a pesca, cerchi di trovare il tempo per parlare coi cubani, di ogni età e professione. Parli con i vecchi, che ti ricordano quando Cuba era il casinò e il casino degli USA, dove il dittatore F. Batista aveva potere di vita e di morte su tutti. Un tempo in cui la gente moriva di tubercolosi e di stenti. Parli con quelli della tua età, che si lamentano del fatto che non si riesca mai ad avere soldi in più per comprare qualcosa di nuovo senza per forza dover aggiustare il vecchio. Parli con i ragazzi, che vorrebbero girare il mondo per conoscere altre realtà: non per fuggire, ma per ampliare la loro conoscenza. Parli di Cuba e di Fidel Castro, tranquillamente e senza alcuna censura: e pian piano, capisci tante cose che prima non riuscivi a capire. Capisci che, senza la popolazione cubana che si ribellò nelle strade e nelle città, un gruppo sparuto di uomini nascosti nella foresta e poco armati mai avrebbe potuto cacciare il dittatore Batista, sostenuto dagli americani. Capisci che senza il popolo dalla propria parte, nessun Presidente sarebbe potuto essere ancora al suo posto, dopo lo sbarco americano alla Baia dei Porci o ancor più dopo il crollo sovietico. Nessun popolo avrebbe seguito il suo Líder, soffrendo la penuria di ogni cosa a causa di un embargo vergognoso, che dura ormai da quasi 60 anni. Fidel Castro un sanguinario dittatore? No, credo proprio che non lo sia stato. I lager sull’isola? Uno solo, Guantanamo, ma è statunitense! Sono puniti severamente, a volte anche con la pena capitale, certi reati? Si, come ad esempio l’importazione di droga e la pedofilia: sentite la mancanza di queste cose? Non paragonate il regime cubano a quello di altre democrazie europee, ma confrontatelo con tante altre centro e sud americane: in quale altro Paese si fa tanto per i propri connazionali, nonostante tante difficoltà? I cubani amano Fidel, perché sanno che ha dato loro il bene più grande, quello che mai avevano conosciuto prima: la Dignità; e credo che questo sia un bene ancor più importante della sola libertà. Un posto paradisiaco quindi? No, non lo è, visti i tanti problemi che assillano Cuba, ma è sicuramente lontano anni luce dalla condizione di tanti altri Stati dell’America Latina e non solo. Speriamo che con internet, quando avrà un prezzo più abbordabile per i cubani, questo isolamento in cui vive la popolazione finalmente abbia termine.

suonatoriLa tua vacanza è finita e stai tornando all’inverno del tuo Paese. Mentre aspetti il taxi che ti porti all’aeroporto, un uomo arriva trafelato in bicicletta: è uno dei suonatori del complesso, che ti fa dono di tre dischi in vinile, con le canzoni cubane che hai ascoltato la sera. Capisci che è un regalo, gli stringi la mano e lui ti abbraccia dicendo “Gracias a ti amigo italiano. Torna presto, Cuba te espera”.

Andateci a Cuba, un’isola che saprà darvi gradite sorprese, e vedrete che il vostro giudizio su Castro e su Cuba sarà molto diverso da quello che state pontificando senza mai esserci stati. Andateci a scoprire la vera Alma de Cuba, che saprà davvero prendervi come raramente accade con altre realtà.

Fonte: https://mimmomirarchi.wordpress.com/2017/02/05/el-alma-de-cuba/

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