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Biodiversità da difendere.


cazzzLa diversità biologica, meglio conosciuta come biodiversità, è sinonimo di ricchezza, di varietà, della coesistenza di svariate forme di vita, non etichettate come migliori o peggiori, normali o anormali, belle o brutte, ma tutte utili e selezionate nel corso dei millenni.
La prima definizione di biodiversità fu coniata durante la Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e sullo sviluppo, tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992: ”Per diversità biologica si intende la variabilità degli organismi viventi, degli ecosistemi terrestri, acquatici e i complessi ecologici che essi costituiscono; la diversità biologica comprende la diversità intraspecifica, interspecifica e degli ecosistemi”.
Questa ricchezza è il frutto dei lenti processi evolutivi che, sotto la spinta della selezione naturale, agiscono sulle caratteristiche genetiche e morfologiche delle specie, permettendo così alle forme di vita di adattarsi al cambiamento delle condizioni ambientali.
La biodiversità è fondamentale non solo per noi, ma anche per i nostri discendenti e per tutti gli esseri viventi della Terra, è il pilastro della salute del nostro pianeta. Dalla varietà di forme di vita animali e vegetali, infatti, dipendono sia la qualità dell’esistenza umana sia la nostra stessa possibilità di sopravvivenza. Se la varietà della vita è più ampia, infatti, ogni ecosistema reagisce meglio agli stimoli negativi, siano essi rappresentati dai cambiamenti climatici, dai dissesti idrogeologici, dall’introduzione di Organismi Geneticamente Modificati o dall’invasione di specie aliene.
Ma quali sonole cause che determinano la perdita di biodiversità? Inquinamento, specie aliene, perdita e la frammentazione degli habitat e cambiamenti climatici sono tra le cause principali, in quanto non solo possono alterare in modo irreversibile i delicati equilibri del nostro ecosistema, ma possono anche amplificare gli effetti di questo processo. Tutelare la biodiversità vuol dire anche contrastare il cambiamento climatico, una delle più grandi sfide del 21° secolo.

https://www.legambiente.it/temi/natura/biodiversit%C3%A0

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Addio a Derek Walcott


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Premio Nobel per la letteratura, era considerato il più grande poeta caraibico.
Il mare è stata una delle fonti fondamentali della sua poesia. Walcott volle provare a spiegare che quello caraibico è un paesaggio marino di fortificante bellezza, in cui non ci sono rovine e echi di distruzione come nell’Europa devastata dalle guerre; e il poeta anzichè i disastri della storia, si trova davanti il rinnovarsi quotidiano di una natura solare e benigna. Inglese, pur essendo la lingua del dominio coloniale, era la lingua della sua infanzia e della sua poesia. Alla base del suo mondo individua una divisione profonda, fisica, psicologica, geografica e razziale. Sentiva la necessità di superare tale divisione in nome dell’unicità dell’uomo e grazie alla poesia che tale unicità sa cogliere.

La poesia che segue,è tratta dalla raccolta Mappa del mondo nuovo

CONCLUDENDO

Vivo sull’acqua,
solo. Senza moglie né figli.
Ho circumnavigato ogni possibilità
per arrivare a questo:

una piccola casa su acqua grigia,
con le finestre sempre spalancate
al mare stantio. Certe cose non le scegliamo noi,

ma siamo quello che abbiamo fatto.
Soffriamo, gli anni passano, lasciamo
tante cose per via, fuorché il bisogno

di fardelli. L’amore è una pietra
che si è posata sul fondo del mare
sotto acqua grigia. Ora, non chiedo nulla

alla poesia, se non vero sentire:
non pietà, non fama, non sollievo. Tacita sposa,
noi possiamo sederci a guardare acqua grigia,

e in una vita che trabocca
di mediocrità e rifiuti
vivere come rocce.

Scorderò di sentire,
scorderò il mio dono. E’ più grande e duro,
questo, di ciò che là passa per vita.

http://www.lastampa.it/2017/03/18/cultura/addio-a-derek-walcott-nella-sua-poesia-risuona-il-rumore-del-mare-atd0I7sGmgDvuwpUARBLlN/premium.html