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Chi è stato l’inventore del gelato?


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L’antenato del gelato nacque in Cina intorno al 2000 a. C. ed era preparato con riso molto cotto, spezie e latte; il tutto veniva poi introdotto nella neve perché si solidificasse. Successivamente nacquero anche dolci a base di succhi di frutta ghiacciati, con o senza latte. Nel XIII secolo per le vie di Pechino si potevano acquistare vari tipi di questi dolci, venduti su carrettini. Nel ’300 latte e frutta ghiacciati apparvero in Italia, importati da Marco Polo. Gelati italiani. Quando Caterina de’ Medici sposò il futuro re Enrico II di Francia nel 1533, diffuse oltralpe un dessert semifreddo a base di crema dolce che assomigliava molto al gelato attuale. Fino ad allora il gelato era cibo da ricchi, per la difficoltà di conservare il ghiaccio d’estate. Ma verso il 1560 un medico spagnolo che viveva a Roma, Blasius Villafranca, scoprì che, aggiungendo salnitro alla neve e al ghiaccio, si poteva congelare molto più rapidamente qualsiasi cosa: la scoperta diede grande impulso alla produzione di gelato.
Nel XIX secolo il gelato si diffuse anche in Inghilterra e in America grazie agli emigranti italiani che lo vendevano per strada. Il venditore di gelati veniva chiamato “hokey-pokey”, traslitterazione dell’italiano “Ecco un poco”.
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Quel 24 marzo di 37 anni fa. L’attacco politico-affaristico-giudiziario alla Banca d’Italia


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Il 24 marzo del 1979, il governatore della Banca d’Italia Paolo Baffi e Mario Sarcinelli, il vicedirettore generale con delega alla vigilanza, sono accusati dalla Procura di Roma d’interesse privato in atti d’ufficio e favoreggiamento personale.
Le pressioni verso la Banca d’Italia da parte del governo erano iniziate un anno prima, da parte di Gaetano Stammati (iscritto alla P2) e Franco Evangelisti, chiedevano la sistemazione dei debiti di Caltagirone nei confronti di Italcasse.
La Banca d’Italia in Veneto, Trento e Sicilia, i feudi DC, era inflessibile nelle sue ispezioni. Sciolse il cda di Italcasse, si oppose al salvataggio della banche di Sindona. Antonio Alibrandi, giudice missino, si augurava che ‘Sarcinelli impari la lezione’.

 

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