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In Siria muoiono militari russi. Perché il Ministero della Difesa non lo comunica subito?


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La ragione principale è il decreto presidenziale del 28 maggio 2015 sulla classificazione delle perdite in tempo di pace.
Il decreto presidenziale che ha reso segreto di stato le perdite in tempo di pace è stato rilasciato nel maggio 2015. Un gruppo di difensori dei diritti umani e di giornalisti hanno contestato il decreto alla Corte Suprema dato che considerano che non si possa nascondere la morte dei soldati, sia in tempo di pace che in tempo di guerra. In caso contrario, si rischia di avere un potere incontrollato e truppe non protette, della cui vita tale autorità può disporre a sua discrezione.
Il decreto è realizzato in modo tale che nel testo non è possibile venire a sapere quali siano esattamente le informazioni classificate. Funziona in questo modo: sulla base del decreto del Presidente il Ministro della Difesa apporta modifiche al suo ordine e approva l’elenco delle informazioni che devono essere classificate nelle Forze Armate della Federazione Russa. Il decreto presidenziale fa riferimento solo alla categoria del segreto di Stato, i dettagli della categoria sono definiti dal Ministro della Difesa. Questo significa che il capo del Ministero della Difesa deve decidere quali tra le “informazioni sulle perdite del personale durante il corso di un’operazione” verranno considerate segreto di stato, oltre al grado di segretezza di tali informazioni.
Allo stesso tempo il decreto del Ministero della Difesa è tenuto segreto e non viene reso pubblico. Il suo contenuto può essere qualsiasi cosa: per esempio la morte di un militare in conformità con questo ordine può essere o non essere considerata riservata. Non conoscendo il testo del provvedimento, è impossibile capire se le informazioni pubblicate sono segreto di stato e quale grado di segretezza hanno. In questa situazione possiamo solo immaginare. Forse, ad esempio, non si deve comunicare allo stesso tempo il momento ed il luogo di morte mentre è possibile farlo separatamente comunicando solo il momento o il luogo. Forse non si deve segnalare della morte di due o più persone durante una operazione speciale. Forse la decisione sulla classificazione viene presa ogni volta ex-novo, a seconda delle circostanze.

http://russiaintranslation.com/2017/03/15/siria-muoiono-militari-russi-perche-il-ministero-della-difesa-non-lo-comunica-subito/

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La seconda banca mondiale dell’Apocalisse


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L’Arctic World Archive sorge poco distante dalla Global Seed Vault, ma non conserva semi: tutela i dati e i documenti più importanti del mondo, su pellicole analogiche protette dal permafrost.
Il 27 marzo 2017, è stato inaugurato, in un’ex miniera scavata nel permafrost, l’Arctic World Archive, pensato per proteggere i dati e i documenti più importanti del mondo da qualunque minaccia (catastrofi nucleari incluse).
Tutti i file da conservare (costituzioni o accordi politici, reperti archeologici, dati scientifici o sulla sicurezza, segreti militari, password inattaccabili…) saranno copiati su supporti analogici durevoli e al sicuro da attacchi informatici: e cioè su pellicole fotosensibili.
Il bunker è aperto a governi ed enti di ricerca che vogliano depositare al suo interno le proprie memorie, ma anche ai privati disposti a pagare per vedere custoditi qui i propri dati per i prossimi mille anni. Gli archivi nazionali di Brasile e Messico hanno già contattato la struttura, e molti altri potrebbero seguire il loro esempio.

http://www.focus.it/tecnologia/digital-life/la-seconda-banca-mondiale-dellapocalisse

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Abbandono e spopolamento: ecco l’altra Basilicata


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Un viaggio in una Basilicata altra, ai margini della grande storia e dei circuiti turistici che in Matera, capitale europea della cultura per il 2019, hanno l’epicentro. Fra le tappe i villaggi dimenticati della riforma fondiaria, come Borgo Taccone, il paese di Irsina e soprattutto ettari ed ettari di campagne assolate contrappuntate dai ruderi di casolari in abbandono.

 

http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/04/02/foto/abbandono_e_spopolamento_l_altra_faccia_della_basilicata-161951425/1/#2matera2.jpg