Pubblicato in: CRONACA

Il collezionista di Aleppo


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Ci sono uomini, sogni e oggetti più forti della guerra. Mohammed Mahiedine Anis, la sua collezione di automobili d’epoca, la sua pipa e il suo grammofono sono tra questi.
Le sue automobili sono distrutte, ma lui è vivo e ha ancora i suoi sogni, la sua pipa e la sua musica.

È un uomo che ha vissuto gli orrori della guerra eppure ha conservato la speranza nel futuro. Non smette di ripetere che niente può abbattere il suo morale, la sua determinazione a superare tutte le prove. Secondo lui è tutta una questione di testa. Ha una volontà di ferro.
La sua collezione però è stata seriamente danneggiata. Gli restano tredici automobili e sette sono in un deposito. Ne parla come se fossero dei bambini, dice che le sue Buick, le sue Chevrolet e le altre sono “ferite”. Dice che vuole ricominciare a collezionare automobili e comprarne di nuove. Forse non ci crede davvero, se si considerano le condizioni della città e del paese. Questo però lo aiuta a resistere.
Perché lui adesso vive in condizioni davvero difficili. Il suo appartamento è devastato, la sua casa quasi distrutta. Dorme tra le macerie. È come molti abitanti di Aleppo: lavoratori, intraprendenti e con un forte attaccamento alla loro città. Ad aiutarlo a vivere sono anche i ricordi, e gli oggetti. Come il suo grammofono. Non c’è quasi più elettricità ad Aleppo. Un’ora al giorno quando va bene, senza contare quella, piuttosto aleatoria, dei generatori sparsi qua e là in città. Il suo apparecchio per i dischi in vinile a 78 giri però funziona con una manovella.
Come lui, la gente torna poco a poco nella zona est. La zona ovest, controllata dal governo, è stata relativamente risparmiata dalla distruzione. Il quartiere di Chaar e quelli nella zona est della città, invece, sono stati in parte polverizzati dalle bombe. La mancanza d’acqua è un problema serio. Arriva a poco a poco, grazie alle distribuzioni dell’Unicef, ma alcuni scavano pozzi abusivi e se non si fa attenzione si rischia di ammalarsi per aver bevuto acqua non potabile. Per trovare da mangiare ci sono delle bancarelle che vendono legumi, cibi in scatola, carne, lo stretto indispensabile per vivere. Ci sono anche prodotti di prima necessità per la ricostruzione. La vita torna, lentamente.

http://www.internazionale.it/notizie/joseph-eid/2017/03/17/collezionista-aleppo

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