Pubblicato in: CRONACA

Terremoto in Abruzzo: L’Aquila 2009


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L’Aquila – 6 aprile 2009/6 aprile 2017: otto anni che possono essere un tempo infinito o sembrare un attimo. Dalle 03:32 di quella notte in cui il terremoto ha cambiato il volto del capoluogo dell’Abruzzo, come l’anima e la vita degli abitanti, i cittadini aquilani non si sono mai arresi. Anche se in tanti hanno scelto di trasferirsi in altre località, per garantire alla famiglia un’esistenza più tranquilla e lontana dalle ferite lasciate dal sisma, molti altri sono rimasti qui, tentando di ricostruire le loro case e il loro passato. Le gru altissime dei cantieri segnano il profilo sopra la città.

Secondo i dati dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (aggiornati al 06 febbraio 2017), sono 665 quelli attualmente aperti, ma molti di più quelli già conclusi: 7.802. Sono 56, poi, quelli in allestimento, mentre 36 sono sospesi. Ma ancora tanti, 1.858, quelli ancora in attesa di partire.

Al 31 marzo 2017, in base ai dati del Comune, sono ancora 8.876 le persone alloggiate nei Progetti Case e 2.272 quelle che si trovano nei Map (moduli abitativi provvisori). i nuclei familiari assegnatari di alloggi del Progetto Case sono 3.517, i nuclei familiari assegnatari di alloggi Map 1.137.
A otto anni dal sisma la vera piaga continua ad essere la ricostruzione pubblica – ha detto il sindaco della città, Massimo Cialente -. La ricostruzione del centro storico è partita solo a marzo 2013 e adesso si lavora alacremente. Come testimoniano le quasi 100 gru disseminate sul territorio”. Ma nel cuore della citta, aggiunge il primo cittadino “la ricostruzione proprio non cammina: basti pensare al Teatro Comunale o al Duomo. Stessa cosa avviene per le scuole”.

Nessuno degli edifici scolastici danneggiati dal sisma, infatti, è stato ricostruito. Sono seimila i bambini che vanno in classe nei container e nessuna scuola ha lasciato i 36 MUSP (Moduli a uso scolastico provvisorio) allestiti nel 2009. Potevano essere utilizzati per quattro anni: ne sono passati il doppio e, come si poteva prevedere, presentano gravi problemi di manutenzione.

Quindi una ricostruzione, quella dell’Aquila, partita in ritardo o ancora ferma a causa dell’emergenza e della burocrazia. E che procede lenta. Così, accanto a palazzi perfettamente ricostruiti e tornati più belli di prima, ci sono edifici che sono rimasti come li ha segnati l’urlo della terra di tanti anni fa. Per quelli, il tempo, non sembra proprio passato…

05 aprile 2017

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/04/05/foto/terremoto_in_abruzzo_le_foto_a_confronto_l_aquila_2009_-_2017-162243689/1/#1

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