Pubblicato in: CRONACA

Comacchio: la nave romana emersa dalla sabbia


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L’archeologia è una di quelle discipline che si muove al confine tra scienza e fantasia, tra dati e supposizioni. E per questo tremendamente affascinante. Tra le storie ancora non del tutto ricostruite, anzi, ricostruite a metà, ce n’è una a Comacchio ingiustamente poco nota. Perché qui, nel 1981, è stata rinvenuta per una pura casualità la chiglia di una nave romana di epoca augustea, perfettamente conservata, con tutto il suo carico intatto. Una ‘Pompei del mare’, la cui vicenda non è ancora del tutto chiara.
Come è possibile che una nave attraversi i secoli rimanendo quasi intatta? Succede perché è stata sepolta, ricoperta dal terreno limaccioso delle valli del Delta del Po, che l’ha custodita nei secoli come un sepolcro. Naufragata dal Mare Adriatico nel quale il Po si getta con tutte le sue diramazioni, è probabilmente rimasta arenata sul basso fondale paludoso, fino a venire negli anni ricoperta dalle piene. Durante dei semplici lavori di manutenzione dei canali nella zona di Comacchio, alcuni operai hanno rinvenuto la nave. Ci sono voluti diversi anni ad estrarla dalla terra e a restaurarla. Ma soprattutto, a fare in modo che il preziosissimo carico conservatosi nei secoli potesse essere studiato e quindi esposto al pubblico.
La nave ha trovato la sua ‘casa’ nel museo della Nave Romana di Comacchio, ma di recente il nuovo Museo del Delta Antico è divenuto la sua nuova dimora. Attualmente la chiglia della nave è ancora in restauro, ma è possibile ammirare il famoso carico. Di cosa si tratta? Quello che gli archeologi hanno ritrovato a bordo ha del prodigioso. Una cambusa riccamente fornita di cibi, pentolame, piani cottura. Bottiglie di vino, casse di semi, farine, carne, pesci. Strumenti per la pesca, ancora conservati in appositi cesti. Strumenti per registrare e pesare le merci. Abiti, scarpe, indumenti precursori degli impermeabili. Si trattava evidentemente di una nave a scopo commerciale, ma il ritrovamento di alcuni capi di abbigliamento femminili e per bambini sono stati un rompicapo per gli archeologi mai risolto. L’ipotesi più probabile è che alcuni passeggeri civili si servissero della nave per avere un passaggio verso chissà quale destinazione.

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