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Il volto di Gesù.


Tutti coloro che l’hanno raffigurato, non l’hanno mai visto. Quindi il modo di pensarlo non è nè oggettivo nè innocente. Dietro a ogni fantasia che ricrea Gesù c’è una scelta.

L’iconografia millenaria vede il Figlio di Dio raffigurato ora simile a un giovane Apollo, ora nei panni di uomo maturo con barba e capelli lunghi.

La prima immagine di Gesù che il mondo possiede è, paradossalmente, una caricatura nata dalla fantasia di un nemico dei cristiani: raffigura un crocifisso con testa d’asino. Risale al II secolo.

Inizialmente vengono esclusi gli episodi più umilianti della sua vita: Cristo è immaginato come dispensatore di leggi, Maestro o guaritore. Fino al medioevo, periodo in cui inizia a dominare la sofferenza della Croce, resa emblematica da Cimabue con la figura di un uomo crocifisso che si contorce in un ultimo brivido di vita. Sarà la “Resurrezione” di Piero della Francesca, in pieno Umanesimo, a fondere tragedia della carne, magistralmente interpretata da Donatello, e classicismo, in uno dei ritratti più sublimi della storia della pittura. La luce naturale e sovrannaturale esprimono la doppia natura di Cristo nella “Trasfigurazione” di Raffaello, mentre la “Pietà Rondanini” di Michelangelo, concede spazio solo al disfacimento del corpo.
Nel mondo contemporaneo Gesù diviene testimone della solitudine e dell’infelicità dell’artista e dell’uomo moderno come dimostra il “Cristo nell’orto degli ulivi” di Gauguin, che si ritrae nei panni del Figlio di Dio abbandonato dagli apostoli. Con Guttuso, invece, il dramma della “Crocifissione” si trasforma nella metafora di uno stato esistenziale che tocca l’umanità intera, soprattutto negli anni tragici della guerra. E Warhol non manca di fare di Gesù un oggetto di provocazione, un’icona del consumo, nella sua rilettura dell”Ultima Cena” di Leonardo.

Da: Il Volto di Gesù di Flavio Caroli editore Mondadori

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Noli me tangere


«Non mi toccare». Nel Vangelo di Giovanni Gesù risorto si rivolge a Maria Maddalena; e segue «infatti non sono ancora salito al Padre mio», ed è interpretata come esortazione di Gesù alla Maddalena a non indagare, toccandolo, se egli dopo la risurrezione avesse ancora un corpo reale giacché, non essendo ancora risalito al Padre, il suo corpo non poteva non essere reale. La scena accennata da Giovanni è stata frequente soggetto di rappresentazione artistica.

  1. Beato Angelico -2) Giotto -3) Tiziano 4) Fra Bartolomeo

15aprile 2017
Giovanna Nicolella-

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Quanto pesano le tasse sui single? In Italia il cuneo fiscale è salito al 54,1%,


single
Concentriamoci sui single. In Italia il cuneo fiscale su chi non ha famiglia e ha un alto reddito è salito al 54,1%, il livello più alto dopo Belgio e Francia, contro una media Ocse del 40,4%. Usando la classifica come indicatore di contesto l’Italia è quinta tra i Paesi avanzati per il peso di tasse e contributi sui lavoratori single. Era sesta nella graduatoria dello scorso anno ed è terza nel caso delle famiglie monoreddito. La graduatoria vede al primo posto il Belgio con un cuneo fiscale del 54%, davanti a Germania (49,4%), Ungheria (48,2%) e Francia (48,1%). Il fisco più leggero con i ‘single’ è in Nuova Zelanda (17,9%) e Cile (7%).

La media Ocse è lontana
Il cuneo fiscale – cioè la differenza tra il costo del lavoro e lo stipendio netto pagato al dipendente – per il lavoratore ‘single’ senza figli in Italia era pari al 47,8%

http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/04/14/quanto-pesano-le-tasse-sui-single-piu-tartassati-vivono-belgio/