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Emma Morano è morta. Addio alla decana dell’umanità.


emma
La donna che ha respirato l’aria di tre secoli, era nata il 29 novembre del 1899 a Civiasco, in provincia di Vercelli. La sorte, che le avrebbe assegnato d’essere la persona più longeva del pianeta, non le sarà sempre favorevole. Dalla sua Pallanza, dove ha trascorso la gran parte dell’esistenza, ha visto inseguirsi guerre e papi, ha visto il mondo rimpicciolirsi sotto la spinta di tecnologie impensabili, ha osservato generazioni di uomini cambiare sotto i suoi occhi. Nella sua semplicità è rimasta sino alla fine la donna di carattere saldo, anche negli ultimi anni, quando l’età l’aveva portata ad affidare la sua esistenza agli altri, nelle mani dei nipoti, che con affetto l’hanno assitita sino alla fine. Lei che lascia il marito violento quando alle donne non era dato neppure pensarci, lei che sopporta il dolore più terribile, la morte del figlioletto di pochi anni; lei che, rimasta sola, decide comunque che la vita vada vissuta, che i buoni momenti vadano presi. E così se capita Emma va anche a ballare, perchè la musica le piace, ma quando esce s’infila la fede al dito per non sembrare sola e perchè di uomini, no, proprio non vuole saperne più. E così passano i decenni, nel 1954 va in pensione, ma continua a lavorare come cuoca al collegio Santa Maria, dove rimane fino ad oltre i 70 anni. Intanto quelli che erano stati giovani con lei man mano “vanno avanti”, anche una sorella, più piccola, che sembra volerla raggiungere riesce a superare il secolo solo di qualche anno. E così col tempo nasce il fenomeno “Emma”, diventa la più anziana d’italia, poi la decana d’Europa e, un anno fa (nel maggio 2016),la persona più longeva del pianeta. Il 30 novembre scorso, nel piccolo appartamento di vicolo San Leonardo, una folla straordinaria ha salutato il 117mo compleanno di Emma Morano: decine di giornalisti, centinaia di fotografie, una moltitudine di folla e di domande cui lei, pazientemente, ha riposto. Non era l’più Emma di un anno prima, e ormai trascorreva gran parte delle giornate a letto, ma la mente restava vigile, il carattere quello di sempre. Forse non avrebbe voluto tutta quella gente attorno al suo letto, tutto il clamore che lei, donna semplice, non ha mai chiesto.

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L’Italia ripudia la guerra.


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“BASTA CON QUESTO GIOCO ALLA GUERRA”: appello congiunto ANPI, ARCI, CGIL, CISL, UIL, ACLI nazionali. Aderisce Don Luigi Ciotti.
Questo è un appello urgente per la pace. Un appello alla civiltà suprema del dialogo, della sua umanità, della sua intelligenza. Leggiamo e apprendiamo di bombe, di grandi eventi nucleari, di raid preventivi. Un irresponsabile e impressionante gioco alla guerra che deve essere subito fermato. Chiediamo con forza alle Istituzioni internazionali, ai Governi del mondo che si metta a tacere l’assurdo di queste intenzioni che porterebbero a effetti disastrosi e di morte già tragicamente vissuti. Facciamo appello alle cittadine e ai cittadini affinché si mobilitino per diffondere il piu’ possibile voci e iniziative di pace, anche in nome della nostra Costituzione che sempre ci ricorda che “l’Italia ripudia la guerra”.

Il testo dell’appello firmato da Smuraglia, Chiavacci, Camusso, Furlan, Barbagallo, Rossini

http://www.anpi.it/articoli/1735/basta-con-questo-gioco-alla-guerra-appello-congiunto-anpi-arci-cgil-cisl-uil-acli-nazionali