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Presto l”aspirapolvere’ dello spazio: un satellite ingoierà i detriti


spazio
UNA SONDA che va a caccia di oggetti da fagocitare nell’universo, come una vera ‘aspirapolvere’ spaziale. Si chiama “Clean Space One”, gli ingegneri ci stanno lavorando da tre anni e sarebbe una soluzione da testare forse già nel 2018. Per ora il progetto del satellite ‘pulitore’ è in fase di lavorazione al Centro di ingegneria aerospaziale del Politecnico Federale di Losanna

I rifiuti fluttuanti nello spazio (oltre 21mila detriti più grandi di dieci centimetri, ma secondo l’Esa salgono a 600mila se si calcolano quelli dal centimetro in su) rappresentano un pericolo concreto per i satelliti e per la Stazione spaziale internazionale e anche per il nostro pianeta, anche se in minore misura. Con una velocità di sette chilometri al secondo, possono trasformarsi in proiettili minacciosi per qualunque altro oggetto nello spazio e per chiunque ci lavori, per questo sono monitorati con attenzione dalla Nasa qualora superino i dieci centimetri di massa.

http://www.repubblica.it/scienze/2015/07/14/news/arriva_l_aspirapolvere_dello_spazio_un_satellite_che_ingoia_i_detriti-118781466/

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I Panama Papers


Cerro Ancon, view, Panama City, Panama, Panama, Central America, town, cityL’Espresso vince il premio Pulitzer: premiato il consorzio Icij per i Panama Papers. Ricordiamo cosa sono.
Sono dei documenti oggetto della più grande fuga di notizie di sempre: mostrano come funzionano le società nei paradisi fiscali e soprattutto chi le controlla.
Esempio concreto di come funziona una società off shore:

Mettiamo che una società prepari un container pieno di banane in Ecuador, che costa alla società 1.000 dollari. Le vende a un supermercato francese per 3.000 dollari. Quale paese preleva le tasse su quel guadagno di 2.000 dollari: la Francia, l’Ecuador? La risposta è: “dovunque lo decida la società”. La multinazionale mette su tre società, tutte di sua proprietà: EcuadorCo, HavenCo (in un paradiso fiscale) and FranceCo. EcuadorCo vende il container a HavenCo per 1.000 dollari, e HavenCo le vende a FranceCo per 3.000 dollari. Praticamente è tutto qui (le banane di per sé non passano neanche vicino al paradiso fiscale: tutto questo è solo una questione burocratica a New York o Londra). Potreste esservi persi cos’è successo: a EcuadorCo è costato 1.000 dollari preparare il container, e l’ha venduto per 1.000 dollari. Quindi EcuadorCo non registra guadagni, e perciò niente tasse. Allo stesso modo, FranceCo lo compra per 3.000 dollari e lo vende al supermercato per 3.000 dollari. Di nuovo, niente guadagni e niente tasse. HavenCo è la chiave del puzzle. Ha comprato il container per 1.000 dollari e lo ha venduto per 3.000, per un guadagno di 2.000 dollari. Ma ha sede in un paradiso fiscale, perciò non paga tasse.

http://www.ilpost.it/2016/04/04/panama-papers/