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Le ricette di nonna Mastanamma


Una cuoca indiana di 106 anni che spiega le ricette. Si fa aprire la noce di cocco da un ragazzotto forzuto, ne assaggia il succo, ma il sapore non la convince. Sul viso le esce una smorfia, il ragazzo capisce al volo e le porge un altro frutto. Allora lei, soddisfatta, si siede e comincia a cucinare. Eccola «chef» Mastanamma, un’anzianissima signora indiana — ha da poco compiuto 106 anni — che ovviamente cuoca professionista non è, pur avendone il piglio, ma che su YouTube è diventata una star della «cucina di villaggio» grazie ai video postati dal suo pronipote Laxman.

nonnaLa vecchina, in salute e perfettamente autonoma nonostante l’età, ha collezionato in pochi mesi qualcosa come 43 milioni di visualizzazioni sul canale «Country Foods» semplicemente facendo quello che fa tutti i giorni, da sempre, nel villaggio dell’area di Tenali, India centro-orientale, in cui vive: preparare il pranzo per la sua famiglia e per i vicini di casa.

 

http://cucina.corriere.it/notizie/cards/cuoca-indiana-106-anni-che-spiega-ricette-youtube-video/chef-mastanamma_principale.shtml

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Salone del Libro di Torino, boom di editori


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Le case editrici sono salite a 1060, gli espositori sono 424 rispetto ai 338 del 2016 e i metri quadri commerciali sono ora 11 mila (10% in più), con un totale di 1200 appuntamenti.
I libri non sono prodotti commerciali come gli altri, sono oggetti caldi che accendono emozioni, hanno un’anima, si possono vendere, ma non si può vendere la loro anima. Chi non lo capisce non sa come ci si deve comportare con loro. Torino lo sa ed è da 30 anni la casa di quell’anima. Lo sanno i libri, gli editori, gli organizzatori e il pubblico, ecco perché credo che questo Salone andrà bene

http://www.lastampa.it/2017/04/28/cultura/un-salto-nel-boom-tsEiMrRoA1sEGM14DGLUTN/pagina.html

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Chi ha colonizzato le Americhe? E quando?


Uno studio sposta indietro di 100.000 anni l’epoca della colonizzazione delle Americhe: le prove, tuttavia, sembrano consistenti. Allora: i primi coloni delle Americhe sono stati i Sapiens (20.000 anni fa) o i Neandhertal (130.000 anni fa)?
I primi uomini arrivarono in Nord America circa 130.000 anni fa, sostiene una ricerca apparsa sulla rivista Nature (sommario, in inglese), e non 20.000 anni fa, come sostengono le ipotesi prevalenti.
L’affermazione, scientificamente “sbalorditiva”, è fondata sul ritrovamento in California di ossa di mastodonte che, stando al gruppo di ricercatori che sostiene la nuova ipotesi, sono state spaccate artificiosamente, da mano umana, utilizzando “sassi” anch’essi rinvenuti nel sito della scoperta.
Il nuovo studio si è focalizzato su frammenti di animali rinvenuti nel 1992 durante alcuni lavoro stradali alla periferia di San Diego. Il paleontologo Thomas Deméré (del museo di Storia Naturale di San Diego) impiegò ben 5 mesi per portare alla luce denti, zanne e ossa di un parente estinto del mastodonte (Mammut americanum).
Vicino ai reperti, Deméré rinvenne anche alcuni grossi frammenti di roccia, che presentavano fratture e segni di usura e che, secondo il paleontologo, non potevano essere state trasportate dai flussi d’acqua – che pure aveva depositato il materiale fangoso all’interno del quale fossilizzarono i resti.
«Abbiamo preso in considerazione un gran numero di possibilità per spiegare l’insieme di ossa e pietre, e l’unica ipotesi che ha superato il nostro vaglio è che gli esseri umani fossero in qualche modo coinvolti», spiega Deméré. Alcune datazioni condotte già negli anni ’90 sembravano indicare che l’avorio dei denti era vecchio di circa 300.000 anni, ma a quei dati – in quel periodo – non è stato dato seguito: sembrava impossibile ipotizzare che 300.000 anni fa ci fossero degli uomini in California

http://www.focus.it/scienza/scienze/luomo-arrivo-in-america-100000-anni-prima-rispetto-a-quanto-si-pensava

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