Pubblicato in: CRONACA

2 maggio 2014: la verità taciuta sul massacro neonazista di Odessa


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Oggi, 2 maggio 2017, è l’anniversario silenzioso di una delle più grandi stragi politiche degli ultimi anni. Silenzioso, perché la maggior parte dei media occidentali hanno fatto passare per ‘un tragico incidente’ la strage di decine di uomini, donne e bambini. Il 2 maggio del 2014 ad Odessa, Ucraina, i sostenitori del federalismo, filo russi, antifascisti, si sono radunati di fronte alla Casa dei Sindacati per esprimere il loro sostegno alla causa federalista. In quel momento, nel corso della manifestazione pacifica (erano disarmati) il gruppo di ‘praviy sektor’, gli ultranazionalisti ucraini con poco celate simpatie per il nazismo, hanno inseguito i manifestanti; durante i disordini, è scoppiato un incendio in piazza, e quindi i manifestati sono stati invitati a rifugiarsi dentro la Casa dei Sindacati.

Ufficialmente, quando i manifestanti si trovavano all’interno, scoppiò un incendio che uccise 42 persone. In pratica, le foto scattate sui cadaveri dopo la strage parlano di un’altra verità. Potrebbero essere state più di 300 le persone barbaramente uccise all’interno della struttura, solo perché federaliste e comuniste. Le fotografie scattate dopo la strage di Odessa mostrano ferite da fuoco, bastonate, donne violentate (addirittura una segretaria incinta all’ottavo mese strangolata col filo del telefono), carbonizzazione quantomeno sospetta, dato che limitata solo al volto, come per non rendere riconoscibili le vittime. L’incendio in realtà si sviluppò solo in una zona della Casa dei Sindacati, si crede in realtà dolosamente per impedire ai manifestanti di uscire e per riuscire ad ucciderne il più possibile nell’impunità.
L’incendio potrebbe essere stato in realtà un diversivo per intrappolare all’interno i manifestanti e per riuscire a compiere la mattanza indisturbati. L’enorme strage venne subito archiviata come ‘incidente tragico’. In realtà si trattò di un massacro nei confronti di cittadini solo perché filo russi, compiuto da parte dei nazionalisti ucraini. Quelli stessi nazionalisti fotografati più volte a sfilare con la bandiera nazista. Senza mai turbare l’anima dell’Occidente, che relegò uno dei più grandi massacri civili dei nostri tempi a ‘incendio’ casuale, continuando a disinformare. Ancora oggi, c’è chi nega che si sia trattata di una strage nazista. E il leader del Partito Radicale ucraino addirittura chiamò i fascisti “patrioti”.

http://www.newnotizie.it/2017/05/02/2-maggio-2014-la-verita-taciuta-sul-massacro-neonazista-odessa/

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