Pubblicato in: CRONACA

Fondi Cnr, mafia.


http://www.corriere.it/spettacoli/17_marzo_26/fondi-cnr-mafia-intrighi-chef-inchieste-report-fd6c9a7c-1251-11e7-a037-a2d5af436a5d.shtml

I fondi elargiti dal Cnr senza controlli tanto da finire nelle mani del capomafia Matteo Messina Denaro. Un miliardo e duecento milioni di euro ogni anno viene messo a budget Consiglio Nazionale delle Ricerche. Sono i soldi della ricerca e che invece vengono spesi in gonfiabili, ortaggi, vino, tappeti orientali. E poi ancora convegni contabilizzati più volte, richiesta di finanziamenti con firme false e progetti di ricerca inesistenti.
Ma tra le tante spese opache ce ne sarebbe una con profili ancora più gravi, quella del finanziamento all’Istituto per l’ambiente marino costiero, dietro il quale, svela l’inchiesta ci sono personaggi riconducibili al super latitante Messina Denaro. A lui si arriva dopo le rivelazioni di Laura Giuliano, nipote di Boris Giuliano, il capo della squadra mobile di Palermo ucciso nel 1979 dalla mafia. Per due anni, dal 2014 al 2016 ha diretto l’istituto e in quel periodo ha raccolto materiale a sufficienza per far scoppiare il caso. Una delle sette sedi dell’Istituto ambiente marino costiero è a Capo Granitola, a pochi chilometri da Castelvetrano, il feudo del capo di Cosa Nostra che da 25 anni vive nascosto. O quasi, almeno secondo un dipendente delle pulizie che dice di averlo incontrato di persona proprio lì, nell’ex tonnara.

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