Pubblicato in: CRONACA

Il colore della fatica, il fascino del ciclismo in bianco e nero


coppi

Filastrocca del gregario
corridore proletario,
che ai campioni di mestiere
deve far da cameriere,
e sul piatto, senza gloria,
serve loro la vittoria.
Al traguardo, quando arriva,
non ha applausi, non evviva.
Col salario che si piglia
fa campare la famiglia
e da vecchio poi si acquista
un negozio da ciclista
o un baretto, anche più spesso,
con la macchina per l’espresso.

Gianni Rodari.

Un Giro d’Italia decisamente meno tecnologico di quello attuale ma forse più vero, dai sapori contadini.
Storie come quella di Alfredo Binda, talmente superiore agli altri da essere l’unico della storia a essere pagato per non partecipare al Giro in modo da lasciarne vivo l’interesse. E i gregari, cololro che faticano per una vittoria del proprio capitano. Veri valori della fatica e della semplicità.
Parole, immagini, leggende più o meno provate, come il vincitore di una tappa che al giornalista dichiara “sono contento di essere arrivato uno”. Altri tempi, quando il colore della fatica era il bianco e nero.
http://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2017/05/14/news/presentazione_pezzo_giro_istituto_luce-165454966/

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