Pubblicato in: CRONACA

18 Maggio 1976, il mondo conosce l’orrore dei Desaparecidos


argentina
Il 18 maggio del 1976, a Buenos Aires, vengono ritrovati centoventisei cadaveri crivellati da raffiche di mitra. E il mondo scopre l’orrore dei Desaparecidos!
Già si era usato questo termine per i 40.000 morti o scomparsi del Cile del 1973, con la dittatura di Augusto Pinochet, ma il termine acquista fama per certe particolari e raffinate atrocità nel caso argentino.
Qui, sui 40.000 morti che costano il colpo di stato e la presa di potere da parte di Videla, 30.000 circa sono i dissidenti che verranno inutilmente ricercati dalla Madri di Plaza de Mayo, con il loro fazzoletto bianco annodato in testa.
Sono le conseguenze del colpo di stato attuato da Jorge Rafael Videla Redondo, generale per abbattere Isabelita Peròn, terza moglie di Peròn (anch’ella mezza ballerina e attricetta come Evita) che aveva ripreso inaspettatamente il potere nelle elezioni del 1974.
In Argentina vige la segretezza più assoluta, per evitare che le immagini, come avvenuto per lo Stadio di Santiago del Cile, scatenino una rivolta mediatica mondiale.
Così si attuano interventi rapidi, veri e propri rapimenti, in piena notte. Nessuna notizia viene più data. Carcerati in luoghi segreti, dai quali, il più delle volte, sedati non per umanità, ma perché non creino problemi nel volo, migliaia di oppositori vengono lanciati dagli aerei nel Rio della Plata o nel Oceano Atlantico, perché non se ne abbia più traccia! A volte con il ventre squarciato, perchè gli squali arrivino prima!
Sono i cosiddetti vuelos de la muerte!
Stesse atrocità contro gli studenti: 238 spariscono “nella notte delle matite spezzate”.
Peggio, se possibile, contro le donne carcerate, violentate e se incinte fatte partorire e poi uccise, mentre il figlio si dà in adozione a poliziotti o militari o si vende all’estero!
Certi centri di detenzione clandestini divenuti carceri, poco a poco, divengono sinistramente celebri, come la sede della scuola di addestramento della Marina Militare ESMA, a Buenos Aires.
Videla, soprannominato anche per i suoi baffetti, l’Hitler della Pampa, era solito riprendere e far sua la frase: “Prima elimineremo i sovversivi, poi i loro collaboratori, poi i loro simpatizzanti, successivamente quelli che resteranno indifferenti e infine gli indecisi”. Ha scontato gli ultimi anni della sua vita in carcere per crimini contro l’umanità.

http://www.verdeazzurronotizie.it/accadde-oggi-18-maggio-1976-il-mondo-conosce-lorrore-dei-desaparecidos/

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