Pubblicato in: CRONACA

Il lato oscuro del riciclo: la Cina di plastica


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Da fabbrica del mondo a discarica del mondo. Il passo è stato breve, ma, come tutto in Cina, di proporzioni gigantesche. Dopo l’apertura del mercato inaugurata da Deng Xiaoping e il boom economico cominciato negli anni ’90, le industrie cinesi si sono ritrovate affamate di materia prima. La soluzione? Importare dall’estero immondizia da riciclare. Il risultato? La Repubblica Popolare si scopre oggi letteralmente sommersa dai rifiuti di Stati Uniti, Europa, Corea e Giappone. Come se non fossero già abbastanza quelli di 1 miliardo e 400 milioni di cinesi…

Il rovescio della medaglia dorata del boom economico; il dramma di un’antica società rurale, che ha perso la sua identità e si ricicla (appunto…) per star dietro all’imperativo della crescita; un ambiente che è una lurida discarica, surreale, non solo insudiciato, ma deformato sin nella sostanza dall’invasione della plastica: una campagna dove le pecore brucano il pluriball, dove si “pescano” pesci morti in un torrente di liquami, dove la collina dei giochi è un monte di immondizie e la brace per cucinare si alimenta con pezzi di imballaggi e sacchetti. Un inferno in pvc di cui non solo la Cina, ma l’intera comunità internazionale è responsabile.

http://www.lastampa.it/2017/06/05/scienza/ambiente/il-caso/il-lato-oscuro-del-riciclo-a-cinemambiente-la-cina-di-plastica-di-jiuliang-wang-P4BSlojt6YfpKrZDg32JCL/pagina.html

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