Pubblicato in: CRONACA

L’operaio, l’edicolante, il muratore e tanti altri. La nuova strage del terremoto che non racconta nessuno.


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Di terremoto si muore ma non solo sotto le macerie. C’è una strage silenziosa sui luoghi del sisma. Una lunga e lenta scossa che non smette di tremare nelle vene e nei pensieri. Un’onda sismica di profonda malinconia che scava, come la goccia, anche le rocce più dure, e lentamente consuma le persone. Il suicidio, così, diventa atto finale di una tragedia lunga, una sorta di morte in differita. A metterli in fila, i casi, ci leggi il filo che li collega. Non solo drammi personali ma come una ferita non rimarginata.

Sono nomi, volti, storie che non compariranno negli elenchi delle vittime ufficiali. Una Spoon River clandestina. Non entrano nelle statistiche. Non saranno conteggiati. Ma alla fine è lì che sono crollati. Vittime del sisma, anche loro. Hanno franato piano, giorno per giorno, come certe slavine di montagna. Hanno resistito finché hanno potuto ma alla fine sono andati giù. La vita travolta, le case sbarrate, i quartieri trasformati, gli amici perduti, i parenti scomparsi, il quotidiano che si sporca di polvere e morte. E’ il silenzio che arriva dopo, quando tutto si spegne, che apre gli abissi e, in molti casi, fanno più paura dei crolli.

Si muore di terremoto anche quando la terra non trema più.

 

 

 

http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/operaio-edicolante-sisma/

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