Pubblicato in: CRONACA

SE VOSTRO FIGLIO È APPESO A UN VOUCHER


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Voucher è un termine inglese. Significa tagliando oppure buono oppure coupon. Con quello puoi comprare un prodotto. Nel caso di cui si discute ormai da mesi si compera il lavoro. Quasi sempre il lavoro di una giovane o di un giovane. Non per tutta la vita o per qualche mese. Per tempi assai brevi. Li chiamano lavori estemporanei, lavoretti. Chi non ha bisogno in famiglia di ricorrere all’aiuto di qualcuno per riparare qualcosa che si è rotto, per compiere mansioni occasionali che in famiglia nessuno vuole portare a termine? Non pensate però di poter chiamare che so un idraulico o un falegname agitando il foglietto del voucher. Quelli hanno le loro tariffe.
Il fatto é che il problema dei voucher é divampato a tal punto da costringere la Cgil a raccogliere oltre tre milioni di firme per un referendum abrogativo. Perché quei foglietti venivano via via utilizzati per lavori normali in normali aziende, saltando i contratti e i diritti delle persone. Come il diritto di ammalarsi, di fare un figlio, di organizzarsi in sindacato. Quel referendum, però, faceva paura al governo e così hanno decido di abrogare i voucher. Subito dopo, con un guizzo, li hanno resuscitati sostenendo che era una cosa tutta nuova, riservata alle famiglie, a piccole imprese.
Non si capisce perché queste nuove misure, considerate così modeste, non le abbiano discusse con i promotori dei referendum, per rassicurarli. Resta il fatto che c’è, anche sulla rete, chi si è fatto convincere della bontà dell’operazione e grida alla modernità dei voucher, ennesima parola magica del lavoro flessibile.
 Ecco, io non so che cosa direbbero queste signore e questi signori se le loro figlie e i loro figli (magari brillantemente  laureati) fossero costretti, in mancanza di alternative, a intraprendere il cammino dei voucher. Ovvero a saltellare in lavori occasionali, ennesimo tassello di una miriade di forme contrattuali ‘a termine’ che hanno frantumato la novecentesca era del ‘posto fisso”, senza nemmeno mettere in piedi diritti e tutele tra un saltello e l’altro. Comunque la beffa è compiuta, i voucher sono rinati, la Cgil ha indetto una protesta di massa il 17 giugno a piazza San Giovanni a Roma. Vedremo se saranno 4 gatti. Pensosi osservatori dicono: così la Cgil fa politica. Certo queste iniziative hanno un effetto politico, però che cosa poteva fare un sindacato? Lasciar correre? Scegliere l’indifferenza?

 

http://ugolini.blogspot.it/2017/06/se-vostro-figlio-e-appeso-un-voucher.html

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