Pubblicato in: CRONACA

Il clima, il biologico e la felicità.


buthan-vecchio-oriente

Il piccolo Regno del Buthan ha offerto un dono a tutto il pianeta promettendo di conservare i propri boschi per sempre!

Stiamo parlando di un piccolo regno incastonato sulle pendici dell’Himalaya, il Bhutan, stretto tra i due giganti asiatici, la Cina e l’India. Il Bhutan ha da tempo sviluppato una particolare attenzione alla tutela ambientale e al benessere dei suoi cittadini. Non a caso qui il PIL (prodotto interno lordo) è stato sostituito con un altro indicatore, più adeguato, il cosiddetto FIL (felicità interna lorda), per considerare, oltre ai parametri economici, anche e, soprattutto, il benessere psicofisico della comunità.

Il Ministro dell’Agricoltura del Bhutan ha affermato: ”Abbiamo sviluppato una strategia graduale: non pensiamo di passare al biologico in una notte. Sono state identificate le colture adatte a passare immediatamente alla coltivazione biologica e quelle che avranno bisogno di anni. In alcune zone sarà semplice, in altre molto più complicato, ma vogliamo raggiungere il nostro obbiettivo per ridurre l’impatto che abbiamo sul pianeta, grazie alla collaborazione dei contadini e dei cittadini. Il nostro desiderio è vivere in armonia con la natura“. In questo paese i suoi abitanti hanno rinunciato a uno sviluppo rapido e devastante per preservare l’ambiente naturale e il piccolo regno assorbe già oggi il triplo delle emissioni nocive prodotte dalla sua popolazione.

Il dono del regno himalayano, uno dei paesi più piccoli e più fragili al mondo, che è pure tra quelli con il minor impatto globale sulle risorse naturali,  è quello di impegnarsi a mantenere per sempre coperto di foreste almeno il 60% della superficie nazionale, che sarà conservato “in perpetuo”, come “patrimonio collettivo del mondo”.

La testimonianza e l’allarme lanciato dal Bhutan è che se lo sviluppo mondiale non diventa subito sostenibile, a rischiare la catastrofe non è l’ambiente, ma la vita umana. “Proteggere il nostro Paese avvolgendolo di foreste – ha affermato Jigme Khesar Namgyel Wangchuck re del Bhutan – non è un’utopia nostalgica ispirata dal valore della biodiversità, ma l’ultima opzione che ci resta per salvarci la vita”.

 

http://www.iltorinese.it/clima-biologico-felicita/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...