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Asiago, il cimitero degli alberi caduti sull’Altopiano.


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ASIAGO. Una vera ecatombe per i boschi dell’Altopiano:  i danni sono paragonabili solo a quanto avvenne con la Grande Guerra: 300 mila, si ritiene, gli alberi schiantatisi a terra o spezzati.   Il 10 per cento del patrimonio boschivo altopianese. La devastazione avrà ripercussioni economiche – sulle casse comunali e sulle ditte di legname – e ambientali per almeno un decennio. Dal limite orientale dell’Altopiano con Marcesina fino alla zona della Val d’Assa i boschi portano i segni delle raffiche di vento che hanno flagellato l’Altopiano lunedì notte. La piana di Marcesina non c’è più.   I danni all’ecosistema sono incalcolabili. Nemmeno la guerra aveva ridotto Marcesina così. In Val d’Assa, lungo la strada provinciale per Trento, la foresta è letteralmente piegata su se stessa. Stessa strage nella zona delle Melette, tutt’intorno alla stazione sciistica e anche verso i boschi di Foza. Scene da bomba atomica.

 

 

http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/bassano/altopiano/altopiano-caduti-300-mila-alberi-come-in-guerra-1.6874302

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Cartoline dalla trincea, il volto umano di una grande follia


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Una bandiera tagliata a pezzetti per non farla cadere in mano al nemico.

Al Vittoriano, al sacrario delle Bandiere sono in mostra gli scritti dei soldati dal fronte, un campionario illimitato e commovente di vite messe a repentaglio giovanissime. Attraverso le cartoline i giovani oggi possono entrare in contatto col vissuto di questi loro coetanei che si sono sacrificati per la Patria.. Furono ben quattro miliardi e mezzo – incredibile – quelle spedite dai militari italiani, uno strumento efficiente di comunicazione (anche grazie al centro di smistamento che era posto a Bologna) in grado di garantire performance nei tempi di consegna sconosciuti in epoca recente. Ma il vero capolavoro sono i messaggi a matita nascosti sotto i francobolli. Lo stratagemma serve ad aggirare il timbro della censura che è ben visibile sui messaggi di maniera scritti nell’apposito spazio, mentre la cruda realtà con comunicazioni anche lunghe, a caratteri minuscoli e cesellati, veniva non di rado raccontata nei piccoli spazi del francobollo, meglio se due.

 

 

https://www.avvenire.it/agora/pagine/grande-guerra-1918-tre