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La salute fragile del mondo


Facciamo meno figli mentre la diminuzione della mortalità globale ha raggiunto un preoccupante “stallo”; a uccidere sono malattie croniche, epidemie e violenza, e la cattiva salute è legata quasi sempre a quattro fattori, in aumento. Una sintesi del bollettino annuale pubblicato su The Lancet.

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Nel 2017 sono morte 55,9 milioni di persone e oltre la metà dei decessi (51,5%) è risultata legata a quattro fattori prevenibili dello stile di vita: il fumo, la pressione alta, gli alti livelli di glucosio nel sangue e un alto indice di massa corporea. Quasi tutte queste cause sono cresciute in modo esponenziale dagli anni ’90: l’alto indice di massa corporea è passato da sedicesimo fattore di rischio a quarto in un decennio.L’incidenza dell’obesità è salita in quasi ogni Paese del mondo, portando i decessi per diabete di tipo 2 a più di un milione nell’anno trascorso..

Conflitti e terrorismo sono divenute due delle cause di morte a più rapida crescita (i casi sono aumentati del 118% dal 2007 al 2017), mentre la prevalenza della dipendenza da oppio è aumentata del 75% in meno di 10 anni: nel 2017 ha portato alla morte 100 mila persone. Lo scorso anno, i disordini depressivi sono stati la terza causa di anni vissuti nella disabilità (dopo mal di testa e mal di schiena), mentre le morti per febbre dovunque sono aumentate in modo sostanziale nella maggior parte dei Paesi tropicali e subtropicali, passando da 24.500 a 40.500 nel decennio analizzato.

Praticamente ovunque le donne continuano a vivere in media più a lungo degli uomini, ma la tendenza preoccupante è che trascorrono sempre più anni della loro vecchiaia in cattive condizioni di salute.  Senza un’attenzione e uno sforzo costante, il progresso può essere facilmente invertito. Speriamo che il messaggio arrivi a chi di dovere.

 

 

https://www.focus.it/scienza/salute/global-burden-of-disease-2017-lancet

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Contro il decoro.


15 nov - Sgombrare è facile... risolvere i problemi è difficile!.jpgIn Italia vivono 15mila persone senza dimora, ma il nostro paese non si è ancora dotato di strumenti e misure di contrasto a questo fenomeno. Anzi i decreti  approvati vanno nel senso di un’ulteriore criminalizzazione dei poveri e dei senza dimora, consentendo ai sindaci di approvare misure che finiscono per colpire soprattutto chi vive per strada.