Pubblicato in: CRONACA

Nella Terra dei fuochi si continua a morire.


Per ripulire il territorio in Campania, è arrivato più di un miliardo. Ma i roghi tossici non si fermano. Tre milioni di persone sono esposte a gravi rischi per la salute. Tecnici e ambientalisti denunciano le varie passerelle dei politiciterra2.JPG

In tre mesi, sono bruciati tre dei cinque impianti regionali convenzionati con il consorzio per il riciclo della plastica. Altri stabilimenti specializzati nel trattamenti degli scarti sono stati colpiti. L’ultimo rogo è accaduto la notte del 24 settembre: a Pastorano ha preso fuoco un enorme piazza di stoccaggio. Per interpretare il fenomeno, si parla del blocco dell’import di 32 tipi di rifiuti da parte della Cina. O di manovre per aumentare il prezzo dello smaltimento in Italia da paesi esteri, quindi per alzare il business attraverso l’emergenza. Di certo si rischia una nuova crisi. Per combatterla l’approccio investigativo deve essere quello che abbiamo per gli altri reati di profitto: Come per il traffico di stupefacenti, non dobbiamo fermarci al singolo pusher ma cercare di ricostruire legami e traffici. Seguendo i profitti. La stessa cosa va fatta per i reati ambientali. Perché anche gli inquinatori inizino a pagare. E non solo i cittadini.

terra.JPGterra1.JPG

 

http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/10/02/news/fine-veleni-mai-1.327470?fbclid=IwAR2GIOrnCO-kV69XUWI1mMLZ5To58tztwWm0DD3qOgDcbZjAjxS6t-xEjuo