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A quali ulteriori, drammatiche trasformazioni dovremo assistere nei prossimi 25 anni?


Come è cambiata la Terra in 25 anni.

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Il riscaldamento globale è solo uno dei fattori ambientali e politici che contribuiscono all’aumento dei fenomeni migratori. Le informazioni su aumento e riduzione delle terre destinate all’agricoltura, su deforestazione e riforestazione, sulla perdita o il recupero di terreni erbosi o di paludi, sull’aumento delle aree urbane, la diminuzione di fonti d’acqua dolce e l’avanzata dei deserti sono stati raccolti in mappe che mostrano l’impatto di tutti i fenomeni contemporaneamente sul territorio: si comprendono così, da un lato, la velocità delle trasformazioni che imponiamo alla superficie del Pianeta, dall’altro le ragioni che spingono ad abbandonare territori inospitali  e poveri di risorse.

I dati satellitari si prestano a diversi utilizzi. Mostrano per esempio la massiccia perdita di foreste in America centrale e meridionale, in parte (ma non solo) rimpiazzate da terreno riconvertito ad uso agricolo. Un aumento dell’urbanizzazione emerge in Europa e Nord America, mentre nel sudest degli Stati Uniti si nota la consistente perdita di aree paludose.

Nel periodo analizzato, il deserto del Sahara è avanzato per la perdita di terreni erbosi legata all’aumento delle temperature. Le mappe confermano anche la scomparsa del lago d’Aral, in Asia Centrale, un tempo quarto lago più esteso del Pianeta: le sue acque sono state utilizzate a scopi irrigui.Queste trasformazioni impattano in modo diretto sulla possibilità di abitare in un luogo e vivere delle risorse che offre. In questo momento ci sono carovane di persone in marcia verso gli Stati Uniti, molte di loro provengono dal Guatemala e hanno perso porzioni di foresta per l’utilizzo di legname come carburante. È uno degli aspetti della crisi dei rifugiati.

 

 

 

 

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