LA VERA STORIA DEL PUPAZZO DI NEVE


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I pupazzi di neve esistono (almeno) fin dal Medio Evo. In un documento del 1380 chiamato “Book of Hours”, manoscritto trovato presso la biblioteca nazionale dell’Aia, nei Paesi Bassi,  vediamo un pupazzo di neve seduto pericolosamente vicino al fuoco, quasi rassegnato a sciogliersi.Il pupazzo di neve coinvolse persino un giovanissimo Michelangelo diciannovenne che, nel 1494, rimasto senza committenti (e quindi senza casa), a due anni dalla morte di Lorenzo il Magnifico si vide costretto ad accettare la commissione di Piero de’ Medici figlio e successore del Magnifico, per una statua fatta di neve, piccolo pegno da pagare per poter rientrare alla corte fiorentina. Il materiale velocemente deperibile e difficile da lavorare non scoraggiò di certo Michelangelo, che in un cortile di Via Larga a Firenze,creò un pupazzo di neve-capolavoro.Durante uno degli inverni più rigidi della storia del Paese, Bruxelles si popolò di più di 100 pupazzi di neve dalle fattezze buffe ma anche erotiche, creati dagli abitanti più indigenti che,  in quello che venne definito il Miracolo del 1511, piegati dal freddo e dalla povertà trovarono nella neve un mezzo per protestare contro i nobili e i Reali.Il pupazzo di neve diventa davvero popolare, però, solo in epoca Vittoriana, quando il principe Alberto, appassionato delle usanze natalizie tedesche, lo importa in Inghilterra.

Più o meno da allora la tradizione del pupazzo di neve si diffonde in tutto il mondo come simbolo di speranza e gioia: con poco, della neve e un po’ di fantasia, l’uomo può creare una piccola opera d’arte temporanea, capace di rallegrare e intrattenere grandi e piccini.  Il pupazzo di neve è anche la sorpresa che ci riserva lo speciale Christmas Jumper – il pullover a tema natalizio – di Save the Children, che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro. Ogni dicembre la Onlus celebra infatti il Christmas Jumper Day, l’evento di partecipazione di massa dedicato ai maglioni natalizi divenuto super-trendy nei paesi anglosassoni e celebrato con successo da due anni anche in Italia. Il progetto vede ancora una volta OVS accanto all’Organizzazione, di cui è partner storico.

 

https://d.repubblica.it/native/lifestyle/2018/12/14/news/la_vera_storia_del_pupazzo_di_neve-4224064/?utm_source=taboola&utm_medium=referral

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