Pubblicato in: CRONACA

L’inventore della Festa.


Uno dei sentimenti che caratterizza il Natale è lo stupore, che nasce di fronte a un Dio che arriva a offrire suo Figlio per la salvezza dell’umanità.  Lo aveva capito bene sant’Ambrogio (339/340-397), cui si deve l’introduzione della festa del Natale a Milano, quando ne divenne vescovo.

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Volgiti a noi, tu che guidi Israele
assiso sui Cherubini,
mostrati in faccia a Efraim, ridesta
la tua potenza e vieni.
O Redentore delle genti, vieni,
rivela al mondo il parto della Vergine;
ogni età della storia stupisca:
è questo un parto che si addice a Dio.
Non da seme virile
ma per l’azione arcana dello Spirito
il Verbo di Dio si è fatto carne,
fiorito a noi come frutto di un grembo.
Il verginale corpo s’inturgida
senza che il puro chiostro si disserri,
brillano le virtù come vessilli:
Dio nel suo tempio ha fissato dimora.
Esca da questo talamo nuziale,
aula regia di santo pudore,
il Forte che sussiste in due nature
e sollecito compia il suo cammino.
A noi viene dal Padre
e al Padre fa ritorno,
si slancia fino agli inferi
e riguadagna la sede di Dio.
Consostanziale e coeterno al Padre,
dell’umiltà della carne rivèstiti:
con il tuo indefettibile vigore
rinsalda in noi la corporea fiacchezza.
Già il tuo presepe rifulge
e la notte spira una luce nuova;
nessuna tenebra più la contamini
e la rischiari perenne la fede.

Nella notte della Natività

 

 

 

https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/ambrogio-l-inventore-della-festa

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