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Quando il maratoneta Charlie Chaplin voleva sfidare Dorando Pietri


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Il giorno di Natale del 1977 il grande attore e regista moriva in Svizzera. Nel 1908 viveva ancora in Inghilterra e progettò di partecipare alla maratona delle Olimpiadi di Londra. Il podista Chaplin non partecipò, per un soffio, alle Olimpiadi di Londrà del 1908, quelle di un altro omino con i baffi che commosse tutti. Ma la maratona di Dorando Pietri sarebbe piaciuta anche a lui: la corsa del perdente più famoso del mondo. “Come dicono gli inglesi, io sono colui che ha vinto e ha perso la vittoria”.

 

 

https://www.repubblica.it/sport/running/storie/2018/12/25/news/quando_il_maratoneta_charlie_chaplin_voleva_sfidare_dorando_pietri-215083881/?ref=RHPPBT-VS-I0-C4-P24-S1.4-T1

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Chico Mendes: “Così l’albero cadendo ha sparso i suoi semi e in ogni angolo del mondo nasceranno foreste”.


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Il 22 dicembre 1988 moriva Chico Mendez. Assassinato dai latifondisti che volevano costruire la strada sulla “sua” Amazzonia. Un piccolo indio della foresta, che andava a Washinton a parlare al Congresso con il vestito imprestato da un amico. Il padre del grande movimento ecologista che ha portato fino al Summit mondiale di Rio, nel ’92. L’interesse internazionale si concentro’ su Mendes come difensore della foresta, ma il suo ruolo come leader lo fece anche diventare l’obiettivo degli oppositori frustrati ed infuriati. Nei primi giorni di dicembre 1988, si attivo’ per far divenire il suo paese natale, il Serigal Cachoeira, una riserva estrattivista, sfidando il proprietario terriero ed allevatore locale, Darly Alves da Silva, che reclamava la proprieta’ della terra. Il 22 dicembre, Chico Mendes che aveva ricevuto diverse minacce di morte lascio’ per pochi istanti la sua guardia del corpo. Fu colpito a breve distanza nella veranda posteriore della sua casa da colpi partiti dai cespugli e mori’ subito dopo.
Per almeno due anni, ci furono diverse speculazioni sugli assassini; nonostante fossero ben noti, furono considerati fuori dalla portata legale per le loro connessioni con influenti proprietari terrieri e figure ufficiali corrotte della regione – un compromesso comune nelle terre di frontiera del Brasile. Forti pressioni nazionali ed internazionali riuscirono a far arrivare il caso in tribunale. Nel dicembre del 1990, Darly Alves da Silva ricevette una condanna a 19 anni di prigione per essere stato il mandante dell’omicidio; suo figlio, Darci, ricevette la stessa condanna per esserne stato l’esecutore materiale.
I lavoratori rurali , l’opinione mondiale e il governo brasiliano, che necessitava di mostrare ai brasiliani ed al resto del mondo un minimo di controllo sulla regione amazzonica, ottennero ampia soddisfazione dal verdetto. Ma quando i media spostarono i loro riflettori, gli omicidi continuarono. Dagli ultimi anni del ’70, di centinaia di omicidi di leaders sindacali e protestanti per i diritti della terra, l’unico che fu investigato completamente e porto’ ad una condanna fu quello di Chico Mendes.
La condanna a Darly Alves da Silva fu annullata nel febbraio del 1992 a Rio Branco dalla corte d’appello statale.

 

 

 

 

 

 

 

 

http://www.giovaniemissione.it/categoria-testimoni/2208/chico-mendes/