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I FATTI DEL 2018: Il mancato Nobel per la letteratura


Doveva essere l’anno di Margaret Atwood. O di Murakami Haruki. Invece un molestatore seriale ha messo nei guai l’Accademia di Svezia.

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Quest’anno il Premio Nobel per la letteratura non lo ha vinto nessuno. È stata una decisione clamorosa, un maldestro tentativo di scuse dopo lo scandalo che ha messo in crisi anche l’Accademia di Svezia. Colpa del fotografo francese Jean-Claude Arnault, molestatore seriale e marito di una delle scrittrici che fanno parte della giuria del premio per la letteratura. Dopo che 18 donne lo avevano accusato di molestie, dopo una condanna per stupro e voci che davano tra le sue vittime persino la principessa Vittoria, cinque membri della commissione hanno presentato le dimissioni, convincendo l’Accademia a sospendere per un anno l’assegnazione del premio.Un regalo inatteso per Kazuo Ishiguro, che si può fregiare per due anni interi del titolo di Premio Nobel in carica. 730 giorni per far conoscere a chi ancora non li avesse letti gioielli come “Quel che resta del giorno” e “Non lasciarmi”. E per sperare che, leggendoli, i nemici dell’integrazione si rendano conto del paradosso incarnato da questo scrittore. Che ha immortalato con inimitabile maestria il più puro spirito inglese ma è nato a Nagasaki, è cresciuto in Gran Bretagna circondato da in un ambiente totalmente giapponese e ha pubblicato il suo romanzo più famoso nel periodo in cui – come raccontava Michael Crichton in “Sol Levante” e come tutti abbiamo dimenticato – il “nemico pubblico numero uno” dell’Occidente non era il mondo islamico: era il Giappone.

 

 

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