Pubblicato in: CRONACA

Una forma di comunicazione “mista”


Una piccola Babele su un’isola australiana.

warruwi-australia.630x360.jpg

La comunità di Warruwi sull’isola di South Goulburn, un fazzoletto di terra ricoperta di foreste al largo della costa settentrionale australiana, è uno degli ultimi luoghi al mondo in cui convivono, in una stretta porzione di territorio, diverse lingue indigene: addirittura 9, per l’esattezza, su una popolazione di circa 500 abitanti. Una è l’inglese, ma poi ci sono il Mawng, il Bininj Kunwok, lo Yolngu-Matha, il Burarra, lo Ndjébbana e il Na-kara, il Kunbarlang, l’Iwaidja, il creolo dello Stretto di Torres. Come ci si parla, a Warruwi? Non, come ci si potrebbe aspettare, esclusivamente in inglese. E neppure si tratta di un’isola di poliglotti.Gli abitanti del luogo riescono a comprendersi perché ciascuno capisce alcuni o tutti gli altri idiomi, ma continua a rispondere nel proprio: un fenomeno diffuso e noto come multilinguismo recettivo, che a Warruwi trova una delle sue massime espressioni. Molti anglofoni che vivono in zone di confine negli Stati Uniti, per esempio, comprendono lo spagnolo perché vi sono stati esposti, anche se lo parlano poco. E molti immigrati di seconda generazione parlano e scrivono la lingua del Paese in cui vivono, anche se continuano a capire la lingua dei genitori.Anche se il multilinguismo recettivo è diffuso e istituzionalizzato anche altrove (per esempio in Svizzera, dove le lingue ufficiali sono quattro: tedesco, francese, italiano e romancio), la particolarità di Warruwi è che anche la comprensione è considerata una abilità linguistica di tutto rispetto, “da curriculum”, e non una sorta di apprendimento a metà di una lingua che non si sa (o non si può, in questo caso) parlare.

 

https://www.focus.it/cultura/curiosita/una-piccola-babele-lingue-isola-australiana

Pubblicato in: CRONACA

La Giornata mondiale contro l’AIDS.


Si celebra ogni anno il 1° dicembre.

fallo.jpg

L’emergenza è cambiata negli anni. 30 anni fa le opzioni terapeutiche erano poche e molto costose e quindi l’obiettivo principale era quello di salvare la vita dei malati. Oggi ci sono cure efficaci e accessibili che riescono a cronicizzare la malattia, ma bisogna ancora bloccarne la diffusione. L’informazione e la prevenzione sono fondamentali per ostacolarla:  bisogna proteggersi e fare il test.

Se le persone che non sono consapevoli di avere contratto l’Hiv facessero il test e si curassero, in due anni si avrebbe la riduzione dell’80% delle nuove infezioni.

fallo01.jpg

La Giornata mondiale contro l’Aids è stata istituita nel 1988 dall’OMS e ha come simbolo un drappo rosso. Dal 1981, questa malattia ha fatto 25 milioni di vittimeed è conosciuta come una delle epidemie più violente di sempre. In tutta Italia, per la giornata del 1 dicembre, saranno organizzati eventi di sensibilizzare, verrà distribuito materiale informativo e verranno messe a disposizione dei cittadini postazioni per fare il test. Inoltre, a Roma la Piramide Cestia – uno dei monumenti più suggestivi della città – verrà illuminata di rosso e saranno proiettato dei messaggi di sensibilizzazione.

 

https://www.105.net/news/tutto-news/254419/il-1-dicembre-si-celebra-la-giornata-mondiale-contro-laids.html