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Decreto sicurezza.


Dopo la Toscana e la Calabria, altre regioni governate dal centrosinistra – fra cui Piemonte, Umbria, Basilicata ed Emilia-Romagna – stanno ipotizzando di ricorrere contro il cosiddetto “decreto sicurezza” alla Corte Costituzionale.

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Stando all’articolo 127 della Costituzione, una regione può fare ricorso diretto alla Corte Costituzionale «quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un’altra Regione leda la sua sfera di competenza […] entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell’atto avente valore di legge» hanno deciso di impugnare il Decreto Sicurezza davanti alla Corte Costituzionale.I governi regionali ritengono che il decreto sicurezza impedisca loro di garantire appieno la salute degli stranieri interessati dal decreto. Da qualche giorno se ne parla soprattutto perché l’articolo 13 del decreto sospende l’iscrizione al registro dell’anagrafe per i richiedenti asilo, cosa che può escluderli da alcuni trattamenti sanitari. A tre mesi dall’entrata in vigore del decreto  i richiedenti asilo continuano  ad essere ostacolati sia nell’esercizio di molti diritti fondamentali sia anche nell’accesso a servizi essenziali perché, pur nella titolarità di un permesso di soggiorno, sono privi di residenza. Impedire di fatto l’iscrizione ai centri per l’impiego o l’apertura di un conto in banca o ancora l’iscrizione del figlio alla scuola dell’infanzia o all’asilo nido finisce col diventare una forma di discriminazione ideologica nei confronti dei soli richiedenti asilo che non ha nulla a che vedere con la sicurezza.

 

 

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/regioni-ricorso-decreto-sicurezza-corte-costituzionale

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7 gennaio Festa del Tricolore.


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Il tricolore italiano nasce il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia, sulla scorta degli eventi susseguenti alla rivoluzione francese (1789-1799). In quella data, infatti, il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”. La scelta di utilizzare il tricolore con il verde, il bianco, e il rosso da parte della neonata Repubblica probabilmente è dovuto al fatto che alcuni reparti militari “italiani”, costituiti all’epoca per affiancare l’esercito di Bonaparte, utilizzavano stendardi simili.  Questo vessillo, negli anni successivi, venne adottato anche dalla Legione Italiana, che raccoglieva i soldati delle terre dell’Emilia e della Romagna, ragione per la quale probabilmente venne scelto poi dalla Repubblica Cispadana con l’aggiunta dello stemma: un turcasso contenente quattro frecce, circondato da un serto di alloro e ornato da un trofeo di armi.

Il 23 marzo 1848 Carlo Alberto include il Tricolore nel proclama della Prima Guerra d’Indipendenza. Il tricolore, per consuetudine, è rimasto quello della prima guerra d’indipendenza sino al 1925, quando una legge dello Stato ne ha definito i modelli, aggiungendo la corona reale allo stemma, bordato d’azzurro. Quest’ultimo, però, scompare dopo la nascita della Repubblica, quando un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilisce la foggia provvisoria della nuova bandiera. Modello confermato definitivamente dall’Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 che inserisce il Tricolore nell’articolo 12 della Carta Costituzionale.

 

 

 

https://tg24.sky.it/cronaca/approfondimenti/bandiera-italiana-storia.html