Pubblicato in: CRONACA

Una risorsa non rinnovabile.


 

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Il suolo è una risorsa non rinnovabile  che l’uomo, con le sue attività, ‘consuma’: le strade, le ferrovie, i porti, le industrie occupano porzioni di territorio trasformandole in modo pressoché irreversibile. Il ritmo di questi processi è cresciuto parallelamente allo sviluppo delle economie: quello del consumo di suolo è un fenomeno globale, ma è più problematico nei paesi di antica e intensa antropizzazione come l’Italia, in cui, per la scarsità di suolo edificabile, l’avanzata dell’urbanizzazione contende il terreno all’agricoltura e spinge all’occupazione di aree sempre più marginali, se non addirittura non adatte all’insediamento, come quelle a rischio idrogeologico.

Nel nostro Paese è ancora fortissima la tendenza a cementificare disordinatamente il suolo libero: l’abusivismo edilizio in particolare nel Sud, la crescita a macchia d’olio delle città, l’integrale urbanizzazione di lunghi tratti delle coste hanno segnato lo sviluppo territoriale dell’Italia contemporanea. L’urbanizzazione si manifesta in forme sempre pervasive e complesse e ha conosciuto, negli ultimi decenni, un’accelerazione senza precedenti, consideriamo autonoma rispetto agli andamenti demografici ed economici “. Si costruisce, infatti, per altre ragioni: per portare soldi nelle casse dei Comuni, per la mancanza di un servizio in affitto, Anche strade e autostrade, spesso, si realizzano per rendere fabbricabili le aree attraversate. Una tendenza che ci allontana dalle migliori esperienze europee,

 

 

https://www.legambiente.it/temi/territorio/consumo-di-suolo?page=4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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