Giorno della memoria: “Aprile” di Anne Frank.


Prova anche tu,/ una volta che ti senti solo/ o infelice o triste,/ a guardare fuori dalla soffitta/ quando il tempo è così bello./  Non le case o i tetti, ma il cielo./  Finché potrai guardare/ il cielo senza timori,/ sarai sicuro/ di essere puro dentro/ e tornerai/ ad essere Felice.

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Quando Anne comincia il suo diario, nel 1942, aveva appena compiuto tredici anni. Il piccolo quaderno le viene regalato il giorno del suo compleanno, il 12 giugno: fuori c’è la guerra e l’Olanda già da due anni è in mano ai tedeschi, ma Anna ha solo tredici anni, e inizia la sua corrispondenza immaginaria con Kitty piena di entusiasmo e speranze per il futuro. Parla della scuola, delle sue sorelle e della vita clandestina a cui lei e la sua famiglia sono costretti. Pensieri, timori e speranze che la piccola sceglie di non tenere per sé, immaginando il foglio bianco come una cara amica a cui raccontare la propria vita, inconsapevole che un giorno quel Diario sarebbe divenuto un documento fondamentale per ricostruire milioni di altre storie tragicamente simili alla sua. Poche pagine, e all’immagine della scuola, dei compagni e di amori più o meno ideali, si sostituisce la storia della lunga clandestinità.

Dall’inizio del “Diario” passano due anni, e la piccola Anne rimane nascosta insieme ai suoi cari al numero 263 della Prinsengracht: la quotidianità è scandita dalla paura, dalle notizie di morte che arrivano dall’esterno, ma la giovane riempie di parole la sua solitudine e legge, legge moltissimo, crescendo insieme a quelle pagine che tanto meticolosamente continua a riempire di sé. Poi la mattina del 4 agosto del 1944 i tedeschi fanno irruzione nell’alloggio segreto dei Frank, che fino ad allora era rimasto nascosto da uno scaffale girevole e da una porta segreta. La famiglia viene arrestata e, dopo una notte di prigione a Weteringschans, viene tradotta nel campo di concentramento di Westerbork: morirà a Bergen-Belsen qualche mese dopo. Degli ultimi mesi di vita di Anna sappiamo poco, tramite le sporadiche testimonianze di alcuni compagni di prigionia sopravvissuti all’orrore nazista.

 

 

 

https://www.fanpage.it/giorno-della-memoria-aprile-di-anne-frank-e-la-poesia-da-rileggere-per-capire-la-shoah/

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