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Una lezione che vale ancora oggi


Uno studio ha fatto luce sulla vera origine della Peste Nera.

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 La più importante (e terribile) pandemia è stata sicuramente la famigerata Peste Nera, che ha devastato l’Europa tra il 1347 e il 1352. A quella epidemia, che si stima  abbia ucciso un terzo della popolazione Europea, sono seguiti altri eventi epidemici in Europa fino al XVIII secolo, come la peste di Milano del 1630. Ma da dove è arrivata?A questa domanda, si è proposto  di dare risposta il Consorzio internazionale MedPlag, cui partecipa anche l’Università di Ferrara.  La peste è arrivata in Europa in ondate successive dall’esterno, in particolare seguendo le rotte del commercio di pelli. L’origine sarebbe la regione detta “Terra delle Tenebre”, sul fiume Kama, affluente del Volga nella Russia orientale e centro importantissimo di produzione ed esportazione delle pelli, oltre che area endemica per Y.pestis. Nel Medio Evo, diverse rotte commerciali, sia via terra che via mare, collegavano questa zona con i principali porti del Medio Oriente, del Mar Nero e dell’Europa, rappresentando facili corridoi attraverso cui i ratti infetti che viaggiavano insieme alle merci, potevano portare il batterio in Europa. Dunque, sembra che non siano esistiti neppure in passato serbatoi naturali di Y.pestis in Europa.

Una notizia tranquillizzante, ma anche una lezione importante: infatti ancora oggi le vie attraverso cui numerosi patogeni passano occasionalmente dagli animali all’uomo, causando epidemie di zoonosi, sono legate alle diverse attività commerciali, agricole e industriali umane. Comprendere sempre meglio come le modificazioni dell’habitat naturale di specie selvatiche da parte dell’uomo possano favorire l’emergere di nuove epidemie, deve servire a rendere più consapevole il nostro rapporto con l’ambiente.

 

 

https://www.agi.it/blog-italia/salute/peste_nera_topi_origine-4684660/post/2018-11-29/

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Il malato immaginario


Il 10 febbraio 1673 – 346 anni fa – Molière presentò  la sua ultima opera teatrale: una commedia in tre atti che si chiamava Il Malato Immaginario (Le Malade Imaginaire, nella versione originale).
Nell’opera, Molière recitava la parte di Argante, un personaggio farsesco con una grave forma di ipocondria, che cerca di convincere la figlia a rinunciare al “vero amore” e sposarsi con il figlio del medico, per risparmiare sulla parcelle. Una settimana dopo la prima, durante la quarta replica dello spettacolo, Molière svenne: morì poche ore dopo. ci furono molti tentativi di censurare le opere di Molière. La sua commedia Il Tartufo (o Tartuffo), ad esempio, considerata oggi uno dei suoi capolavori, fu rappresentata per la prima volta nel 1664 e subito messa al bando per via della satira antireligiosa. Tutto questo avveniva nel disinteresse di Molière, che nella prefazione al Tartufo scrisse: «Il compito della commedia è correggere i vizi degli uomini facendoli divertire».

 

 

https://www.ilpost.it/2019/02/10/moliere/

http://lacasastregata.blogspot.com/2012/12/la-censura-nel-teatro-di-moliere.html

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C’era una volta il lupo siciliano


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IL Lupo abitava e predava, in Sicilia, fin dalla preistoria, l’aveva colonizzata prima di greci, dei cartaginesi e dei romani, quando ancora l’isola era attaccata alla punta della penisola italiana. Poi l’uomo lo ha sconfitto. Era rimasto isolato da quando la Sicilia si era staccata, il lupo siciliano era diventato così una sottospecie del lupo. Più piccolo e costretto a cacciare quello che trovava. Prima caprioli e cervi e, dopo la loro scomparsa, gli armenti nei pascoli dalle Madonie ai Nebrodi al Bosco della Ficuzza. E questa è stata la sua condanna a morte, cacciato fino all’estinzione.Del lupo, in Sicilia, non si ha più traccia dagli anni 20-30 del ‘900: È stato perseguitato, cacciato perché attaccava gli allevamenti e i pascoli dopo che le sue prede selvatiche si sono estinte nell’isola. La sottospecie siciliana ( un predatore più piccolo di quello diffuso oggi in Italia) riconosciuta solo ora grazie alle analisi genetiche.In 150 anni nessuno si era mai accordo di questa differenziazione, di una nuova sottospecie. Purtroppo è un tassello della nostra biodiversità che è andato perduto”.

 

 

 

https://www.repubblica.it/ambiente/2019/02/06/news/il_lupo_siciliano_cugino_di_quello_appenninico_cosi_fu_isolato_e_sterminato_dai_lupari-218461874/

https://www.repubblica.it/ambiente/2019/02/06/foto/c_era_una_volta_il_lupo_siciliano-218462767/1/#1