Pubblicato in: CRONACA

Il ritorno del castoro in Italia.


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All’inizio del XX secolo l’intera popolazione europea di castori era ridotta ad appena 1200 individui, in otto popolazioni. L’ultimo castoro italiano sembra si sia estinto nel XVI secolo. Tuttavia, grossi sforzi di protezione e reintroduzione sono stati compiuti sin dalla seconda metà del secolo scorso e ora la specie è in grande ripresa in tutta Europa. E, finalmente, sembra aver fatto capolino anche in Italia.La prima segnalazione della presenza di un castoro risale a circa due mesi fa:  un cacciatore di Tarvisio ha notato alcuni scortecciamenti strani e un mese dopo anche un forestale regionale della stazione di Pontebba ha visto un salice scortecciato in modo differente da quello che può fare un ungulato. Le fototrappole sistemate lungo il torrente Slizza e i suoi affluenti, non hanno tardato a rivelare l’autore delle anomalie: un castoro, il primo sul territorio in italiano in almeno quattro secoli.

I castori europei sono stati cacciati sin quasi all’estinzione per due motivi: la loro pelliccia, calda folta e idrorepellente, e il castoreum, un olio dall’odore muschiato che in passato era la base per molti profumi e varie medicine, a causa probabilmente dell’accumulo nelle ghiandole dell’animale dell’acido acetilsalicilico dei salici, il principio attivo dell’aspirina.La notizia del ritorno del castoro è importante, non solo per la specie in sé, ma anche per tutto l’ecosistema: l’abitudine dei castori di costruire dighe crea infatti delle pozze d’acqua a scorrimento lento, dove si crea un particolare micro-ecosistema. Se il castoro dovesse espandersi più a sud, tuttavia, sarà interessante capire le dinamiche tra questa specie autoctona, il riscaldamento globale e la nutria, una specie originaria dell’America del sud.

 

 

 

http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2018/12/10/news/il_ritorno_del_castoro_in_italia-4219828/

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