Pubblicato in: CRONACA

Fattorie per l’ingrasso.


Un fenomeno che ha subito nel decennio scorso una battuta d’arresto, oggi – anche se solo nelle aree rurali del paese – sta riprendendo vigore.

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Già a partire dall’età di 6 anni, le femmine vengono sottoposte ad un’alimentazione forzata, più pasti al giorno, anche di notte, per ingrassare, fino a 100 chilogrammi. In Mauritania è emergenza gavage. La barbarie non ha mai fine. E così in Mauritania sta riprendendo vigore la pratica del “gavage”. Per le bambine è un incubo, perché vengono sottoposte ad un’alimentazione forzata proprio per ingrassare, perché secondo i canoni mauritani “grassa è bello”, così da piacere di più agli uomini. Non solo, vi sono delle strutture dedicate a questa brutale pratica. La dieta giornaliera: 2 chilogrammi di miglio mescolato a due tazze di burro e 20 litri di latte di cammella.  E se questa non fosse sufficiente, si aggiungono ormoni utilizzati in veterinaria. Il concetto è molto semplice: una ragazza magra testimonia la miseria in cui è stata costretta a vivere e non troverebbe mai marito. Una grassa, invece, testimonia l’opulenza della famiglia da cui proviene. E secondo un proverbio mauritano, che diventa drammatica realtà, “una donna occupa nel cuore del marito il posto che occupa nel letto”. Questa è la piaga del leblouh (nutrizione forzata), una tradizione custodita dalle anziane che portano le ragazze ad ingrassare fino a 100 chilogrammi nel giro di pochi mesi. Le ragazzine escono da questi “allevamenti” giusto in tempo per sposarsi. E quindi, addio scuola, educazione, sogni. In Mauritania – altra piaga – è diffusissimo il fenomeno delle spose bambine.

Oggi in Mauritania il 20% delle bambine viene alimentata forzatamente, mentre altre lo fanno spontaneamente. E la morte prematura è dietro l’angolo. Non sono rari i decessi per infarto, malattie cardiovascolari, disfunzioni renali o diabete.

 

 

 

https://www.pressenza.com/it/2019/02/la-pratica-di-far-ingrassare-le-bambine-per-farle-piacere-di-piu-agli-uomini/

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Europa, piazze in ebollizione.


Piazze diverse, stessa rabbia. Francia, Spagna, Albania. Una lista che, nel clima di turbolenza che si respira in Europa, si potrebbe allungare ad altre realtà, che ribollono. Piazze diverse, ma l’asticella della tensione contro i Governi si alza ogni giorno di più. Si nutre di accenti antisemiti il quattordicesimo atto della protesta dei gilet gialli a Parigi e nelle città francesi. Svela un Paese frantumato la sfilata degli indipendentisti della Catalogna, che hanno appena travolto l’ennesimo governo in Spagna, quello di Pedro Sanchez. Apre a scenari divisivi la protesta delle opposizioni, con l’assalto alla sede del Governo e la richiesta di nuove elezioni in Albania, con la richiesta di dimissioni di un leader senza tempo in Montenegro.

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Non è un nuovo Sessantotto: ne mancano vivacità, colori gioiosi, note musicali e volti giovanili. Ma s’intravvede, in Europa, un nuovo fiume carsico, che appare e scompare, fatto di manifestazioni di protesta, di gilet gialli, di bandiere al vento, di scontri con la polizia. Il tutto, ovviamente, accompagnato – in questa fase di dittatura del web – da gruppi e gruppuscoli che agiscono tra le quinte, a volte creando e sempre alimentando le stesse proteste tramite facebook, twitter e whattsapp.

In Italia le piazze sono ancora relativamente calme. Qualche corteo si è visto a Genova, dove da mesi la città aspetta risposte concrete al crollo del ponte Morandi.

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Al momento (quasi) tutto tace in altri Paesi: Germania, Scandinavia, repubbliche baltiche, penisola iberica. Ma nell’anno che si apre, con le elezioni europee in vista, non si possono escludere nuovi protagonismi delle piazze: nella speranza che, in tal caso, i veri protagonisti siano la democrazia e la cittadinanza. Non la violenza.

 

 

 

https://www.huffingtonpost.it/2019/02/16/francia-spagna-albania-la-rabbia-gonfia-le-piazze-deuropa_a_23671118/?ncid=other_facebook_eucluwzme5k&utm_campaign=share_facebook&fbclid=IwAR0HT2e3xeHG4WuTFYxWNBe0ec48fc1i181tplMwEhhFCZIXhSt6sV9FKqQ

https://www.agensir.it/europa/2018/12/18/europa-piazze-in-ebollizione-i-gilet-gialli-di-parigi-non-sono-piu-soli/