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Niccolò Copernico: il padre della teoria eliocentrica.


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Il 19 febbraio è l’anniversario della nascita dell’astronomo polacco Niccolò Copernico (Toru?, 19 febbraio 1473 – Frombork, 24 maggio 1543) tra i padri della cosmologia moderna, famoso per aver affermato e dimostrato matematicamente la correttezza della teoria eliocentrica. La sua teoria, secondo la quale i pianeti del Sistema Solare ruotano intorno al Sole, lo vide contrapporsi al vigente geocentrismo, che voleva invece la Terra, immobile, al centro dell’Universo, con tutti gli altri corpi celesti in rotazione intorno ad essa.Copernico dimostrò attraverso calcoli matematici la correttezza di una teoria già affermata dal greco Aristarco di Samo, secondo la quale non solo la Terra non era più al centro dell’Universo, ma tutti i moti che vediamo (come quello degli astri e del Sole stesso) dipendono dalla Terra, e non dagli altri corpi celesti. Dal 1536, quando venne compiuta, iniziò a circolare e a ottenere consensi presso l’intera comunità scientifica europea

MEGLIO ATTENDERE… Non si trattava di contraddire soltanto la teoria astronomica allora accettata, ma anche l’intero sistema filosofico e religioso del tempo, basato sui canoni aristotelico-tolemaici. Copernico lo sapeva e, percependo il nervosismo delle autorità ecclesiastiche in merito, a lungo indugiò nel dare alle stampe la sua opera, che fu pubblicata nel 1543, in concomitanza con la morte dello scienziato, grazie al sostegno del matematico austriaco Georg Joachim Rheticus o Retico.

 

 

 

 

https://www.focus.it/tecnologia/innovazione/il-compleanno-di-copernico-celebrato-in-un-doodle

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Periferie abbandonate producono egoismi


Le periferie delle grandi città sono luoghi diversi per conformazione fisica e condizioni sociali, ma egualmente interessati da fenomeni di degrado, marginalità, disagio sociale, insicurezza. Tutto questo è dovuto a una minore dotazione di servizi e la condizione desta particolare allarme sociale sul fronte della sicurezza, dell’ordine pubblico, dell’integrazione della popolazione straniera.

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Nelle periferie si concentrano diversi fenomeni di illegalità, a partire dall’insediamento dei clan della criminalità organizzata, discariche, roghi di materiali tossici fino allo smaltimento illegale di rifiuti, e oggi proprio le periferie rischiano di trasformarsi nel teatro delle guerre tra poveri, fra italiani impoveriti e migranti senza collocazione. In totale, nelle grandi città italiane quindici milioni di persone abitano in aree periferiche tradizionalmente intese, caratterizzate anche da famiglie disagiate e vulnerabili e giovani generazioni fuori dai circuiti attivi e occupazionali e se a questi su aggiungono i residenti in zone urbane a vario titolo in difficoltà, la popolazione interessata a interventi significativi in questo campo costituisce la maggior parte degli italiani.

La città è diventata un luogo di  estraneità in cui viene meno la reciprocità, che ancora nei centri medi e piccoli fa ritenere a ciascuno  di poter avere già incontrato l’altro o di poterlo incontrare.Un’involuzione che si è già verificata nelle città non europee, ma ormai è un modello globale

Di qui la necessità di mettere in cantiere un grande progetto nazionale ispirato ai principi dell’Agenda urbana europea, sottoscritti anche dall’Italia, con il patto di Amsterdam, il 30 maggio 2016, tra i quali la tutela della qualità della vita, della salute e della sicurezza dei cittadini, l’inclusione sociale, il sostegno all’accesso alla casa e all’abitare dignitoso e sicuro, lo sviluppo di reti per la mobilità sostenibile.

 

 

 

 

https://www.huffingtonpost.it/2018/02/19/degrado-illegalita-e-conflitto-sociale-non-ce-sviluppo-senza-il-rilancio-delle-periferie_a_23365398/

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/periferie-abbandonate-producono-egoismi-

http://www.europafacile.net/Scheda/News/7880

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Siamo tutti ospiti.


La parola straniero veste oggi un abito poco bello: pieno di strappi, liso e sporco. Straniero è pericolo, è “non italiano”, è strano, estraneo. Una specie di intruso che turba un equilibrio.

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Sappiamo bene come il tema “stranieri” abbia assunto, nella storia, valenze tragiche, i cui effetti hanno portato alla morte milioni di esseri umani innocenti, la cui unica colpa era quella di essere ritenuti pericolosi alla comunità di cui erano ospiti sgraditi. Il mancato riconoscimento dello straniero -come categoria umana – è all’origine degli scempi della storia.

Nel mondo greco e romano “straniero” faceva riferimento a un sistema di valori in cui l’incontro tra chi veniva da fuori e chi accoglieva era sacro, e andava protetto con preghiere e suggellato davanti agli dei con doni reciproci. La letteratura tramanda una pratica, quella dell’ospitalità totale (ancora oggi, con ospite si intende sia chi accoglie sia chi arriva: ed è significativo, e dovremmo ricordarcelo sempre) che porta il nome di Xenìa e che è stata rivendicata da quei greci di Calabria e del Salento che hanno voluto mettersi a fianco di chi, dalle coste del Mediterraneo, accoglie come ospiti graditi gli stranieri che arrivano laceri e sfiniti, esattamente come Ulisse sulla riva dell’isola dei Fea.

 

 

 

http://le-parole-sono-importanti.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/02/17/siamo-tutti-ospiti/?fbclid=IwAR1LjWlPbaIWDsHfScq2Dws0PXmFoPrK6F6qZc__KbFfQ3pHrEfGFl4Uu-4