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Modello Formigoni nella sanità.


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Roberto Formigoni  aveva riformato  il modello nazionale – come una “eccellenza”, un esempio per tutto il Paese. Intanto in Lombardia la spesa pubblica sanitaria aumentava e soprattutto cresceva la quota per le strutture private, a danno della sanità pubblica.Il presidente della Regione Lombardia  godeva di viaggi, vacanze, yacht, pranzi, cene, villa in Sardegna e coccole varie ed eventuali, gentilmente messe a disposizione dai boss della sanità privata, che hanno il senso della riconoscenza. La Corte d’appello di Milano lo ha condannato per questo, nel settembre 2018, a 7 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di corruzione. E la Corte dei conti gli ha sequestrato 5 milioni di euro, valutando che questa sia la somma dei benefit ricevuti negli anni.il Modello Formigoni consisteva nell’equiparare strutture pubbliche e strutture private, in nome della libertà di scelta del paziente. Impostazione unica in Italia, che ha lasciato, in realtà, ai privati la libertà di crescere, aumentare i fatturati e scegliere i settori dove offrire più servizi: quelli più remunerativi, naturalmente, lasciando al pubblico quelli che rendono meno e creando per alcune prestazioni lunghissime liste di attesa. I privati incassavano, ma a pagare, con soldi pubblici,  era sempre la Regione.

 

 

 

http://www.giannibarbacetto.it/2019/02/07/pagellina-di-fine-anno-le-classifiche-che-bocciano-milano-2/

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Non si sa dove seppellire il migrante. La triste storia di Eric.


L’ultimo e amaro capitolo della sua breve vita da sfruttato, emarginato, scartato.

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Eric, 32 anni del Ghana, è morto come un italiano, come un calabrese della Piana di Gioia Tauro. È morto di leucemia, il terribile male che sta colpendo tanti giovani di questo territorio, molto probabilmente uccisi degli affari avvelenati della ’ndrangheta sui rifiuti. L’enorme inceneritore di Gioia Tauro non si sa bene cosa emetta. Infatti non esiste una rete di centraline che misuri la qualità dell’aria. E così ci si ammala e si muore. Molto di più che in altre aree. Italiani e immigrati. Come Eric.

Lavorava Eric, bracciante nei campi della Piana, a raccogliere agrumi e kiwi. Piccoli contratti, ma importanti per lui, che inviava i soldi alla giovane moglie rimasta in Ghana. Ha lavorato tanto, fino a quattro mesi fa quando sono comparsi i primi sintomi della malattia che in poco tempo si è portato via questo ragazzone allegro e volenteroso. L’ennesima conferma che gli immigrati non portano malattie, piuttosto si ammalano in Italia per le condizioni di degrado in cui sono costretti a vivere. Malattie di chi vive l’emarginazione. Come Eric e gli altri braccianti della baraccopoli. La leucemia non gli ha dato scampo. Fino al ricovero a ematologia dell’ospedale di Reggio Calabria. Lì è morto due giorni fa, senza nessuno accanto.Ora il suo corpo attende una degna sepoltura ma le istituzioni non hanno aperto il cuore. Ancora non si sa quando e dove potrà essere sepolto.

 

 

 

Non si sa dove seppellire il migrante. La chiesa si offre “volontaria”

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/la-triste-storia-di-eric-anche-da-morto-lo-ha-accolto-soltanto-la-chiesa