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Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie.


mondiale22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua.

La Penisola fa i conti con le conseguenze anomale del cambiamento climatico in atto: le precipitazioni dimezzate nei mesi invernali, pochissima la neve che ricopre le montagne e l’allarme siccità nel Settentrione dovuto a un febbraio particolarmente asciutto.
Basti pensare che il Po e tre grandi laghi del Nord Italia (Maggiore, Como e Iseo) hanno livelli idrometrici al di sotto della media stagionale, simili a quelli che si registrano nei mesi estivi.
Due facce della stessa medaglia: da un lato l’emergenza siccità che torna a farsi sentire; dall’altro le alluvioni e le frane che lo scorso autunno hanno interessato numerose regioni italiane.Da anni, i geologi ribadiscono l’importanza di una logica della prevenzione per anticipare e impedire eventuali fasi emergenziali. La gestione delle risorse idriche, anche di quelle sotterranee, deve, in tempi di abbondanza, preparare le riserve per i repentini e frequenti periodi di siccità.Se in alcune aree può essere ancora possibile pensare al ricorso a bacini superficiali, in molte altre è il sottosuolo che deve fungere da serbatoio, sia sostenendo i diversi fabbisogni con i sistemi acquiferi più idonei in funzione della qualità, sia utilizzato come la più naturale delle riserve d’acqua. E’ importante agire sulla base di una pianificazione idrogeologica secondo una visione di adattamento ai cambiamenti climatici per scongiurare  una crisi climatica globale.
L’acqua è un bene prezioso per la salvaguardia del pianeta e delle biodiversità che vi abitano.

 

 

https://www.ladigetto.it/interno/ambiente/85316-allarme-siccita-al-nord-i-geologi-in-fasi-di-abbondanza-preparare-riserve-per-periodi-siccitosi.html

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Rapporto sull’inquinamento: dati sempre più allarmanti sul numero di morti in Europa


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Quasi nove milioni nel mondo. Poco meno di ottocentomila soltanto in Europa. I numeri dei decessi provocati ogni anno dall’ inquinamento atmosferico hanno proporzioni ben più ampie di un bollettino di guerra. E, aspetto decisamente preoccupante, sarebbero il doppio di quelli che in realtà immaginavamo fino a oggi. Globalmente, l’inquinamento determina 120 morti in più ogni centomila abitanti. Un dato inferiore a quella che è la media europea: pari a 133 decessi su un analogo campione. Andando nel dettaglio dei singoli Paesi del Vecchio Continente, i tassi di mortalità più elevati dovuti all’aria malsana sono stati registrati negli stati dell’Est: in Bulgaria, Croazia, Romania e Ucraina si supera la quota dei 200 decessi ogni centomila abitanti.Se finora si era portati a pensare all’azione degli inquinanti soprattutto a livello respiratorio, ora sappiamo che c’è un impatto più alto del previsto sulla salute del cuore e delle arterie. Il legame è ormai consolidato .  Le  particelle  ultrafini, (polveri invisibili) aumentano lo stress ossidativo a livello dei vasi sanguigni: ciò determina un aumento della pressione sanguigna e un’insufficienza cardiaca. Condizioni che, alla lunga, fanno crescere il numero degli ictus e degli infarti. Tra le altre maggiori cause di morte: le trombosi venose, le aritmie cardiache, le polmoniti, i tumori del polmone e la Bpco.

 

studio pubblicato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Magonza (Germania)

 

https://www.lastampa.it/2019/03/13/scienza/rapporto-sullinquinamento-dati-sempre-pi-allarmanti-sul-numero-di-morti-in-europa-VLLkqZOT0jJRxCuDg4WbHM/pagina.html